SMALL GHOST BUSTER – comodino

Scheda ARTEFATTI

Nome artefatto: Small Ghost Buster
Tipologia di appartenenza: comodino
Produttore: Kartell
Designer: Philippe Starck, Eugenì Quitllet
Anno e luogo di produzione: 2009 – Noviglio (stabilimenti Kartell), Italia
Dimensioni: larghezza 40 cm, altezza 57 cm, profondità 37 cm
Costo di produzione (se reperibile): –
Prezzo al pubblico/gratuità: 220 € circa

Individuare a quale categoria appartiene l’artefatto

a) Contenere / conservare
prima o dopo la lettura

1)Almeno 3 immagini

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2)Descrivere l’artefatto nel momento del suo utilizzo/applicazione, , evidenziando in particolare l’aspetto più strettamente legato alla lettura (500 parole max)

Little Ghost Buster”, progettato da Philippe Starck e Eugeni Quitllet per Kartell, è uno sviluppo della gamma Ghost di mobili, rivolto a una serie di “moderni comò”.

L’artefatto è composto da un unico pezzo, costituito da un piccolo cubo in PMMA sorretto da quattro gambe. Le forme classiche e semplici sono rivisitate in chiave moderna (operazione esaltata dall’utilizzo del materiale polimerico trasparente): le gambe sottili slanciano il corpo cubico superiore, facendolo sembrare sospeso, gli spessori sono ridotti e la contrapposizione tra linee rigide all’esterno e raccordi più fluidi all’interno conferisce all’oggetto un aspetto informale, pur nella sua semplicità ed eleganza.

L’artefatto è composto da un unico materiale (plastica polimerica PMMA, utilizzata nelle varianti trasparente e opaca) che conferisce all’oggetto un senso di impalpabilità, dal momento che l’utente non entra in contatto con il comodino, se non per appoggiare degli oggetti (contatto indiretto). Il rapporto che si crea con questo prodotto è visivo, per questo le caratteristiche dei colori e del materiale sono valorizzate ed esaltate.

Il prodotto è disponibile nelle versioni trasparente (cristallo, giallo, viola, rosso, fumé) e opaco (bianco, nero). Le versioni trasparenti (in particolare quella cristallo), esaltano maggiormente le qualità espressivo-sensoriali dell’oggetto, giocando con i riflessi e le prospettive che l’alternanza di spigoli e curvature creano sull’intera superficie.

L’artefatto entra in relazione con il supporto libro, in quanto serve a contenerlo. Il comodino è in genere posto accanto ad una seduta o ad un letto poiché i libri che contiene devono essere accessibili facilmente dall’utente (caratteristica che lo differenzia rispetto ad altri supporti quali mensole, librerie); coadiuva la lettura (in genere a letto), dal momento che funge da supporto per l’oggetto di tale azione. Inoltre, a differenza dei supporti precedentemente citati, possiede una capacità minore di essi e serve a contenere un numero limitato di libri o riviste, quelli che generalmente vengono consultati a letto (o in luoghi in prossimità dell’artefatto). Un’altra caratteristica che lo contraddistingue rispetto a una libreria o a una mensola, nell’ambito della lettura, è che è spostabile e può essere posto nel luogo che si ritiene più adatto, a seconda dell’occasione (versatile). Continue reading

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STAY AT MY HOME – comodino

Scheda ARTEFATTI 

Nome artefatto: “Stay at my home”
Tipologia di appartenenza: comodino – spazio ospiti
Produttore: –
Designer: Designasyl (
Luzia Kälin e Nicole Lehner)
Anno e luogo di produzione (se reperibile): 2008, Svizzera ( il progetto è una tesi di laurea presso l’Università FHNW Gestaltung & Kunst, Aarau, Svizzera, 2008)
Dimensioni: ridotte (circa 50 cm x 50 cm x 80 cm) in caso di non utilizzo
Costo di produzione (se reperibile): –
Prezzo al pubblico/gratuità (se reperibile): –

Individuare a quale categoria appartiene l’artefatto

a) Contenere / conservare
prima o dopo la lettura

b) Da utilizzare durante
la lettura

1)Almeno 3 immagini

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2)Descrivere l’artefatto nel momento del suo utilizzo/applicazione, evidenziando in particolare l’aspetto più strettamente legato alla lettura (500 parole max)

Stay at my home” è un kit di benvenuto per gli ospiti, consistente in un’unica struttura – comdino composta da più parti: un materasso arrotolabile è trattenuto da un mobiletto, il cui cassetto contiene a sua volta anche un cuscino, una coperta ed un’abat-jour. La struttura è dotata anche di un tappeto. L’oggetto è costituito interamente da parti mobili, che conferiscono alla struttura una grande versatilità, permettendo possibilità di disposizioni molto varie. In fase di non utilizzo, l’oggetto presenta una struttura compatta e poco spaziosa, “esplodibile” in fase di utilizzo: il materasso viene srotolato e, insieme al cuscino e alla coperta, viene utilizzato come letto; il mobile serve per riporre alcuni oggetti e la torcia e il cassetto vengono disposti in prossimità del letto, l’una per essere a portata di mano in caso di necessità, l’altro funge, a sua volta, da comodino. In fase di non utilizzo l’oggetto è facilmente spostabile a seconda delle occasioni, anche perché ogni elemento è realizzato in materiali molto leggeri.

La funzione dell’oggetto va da quella di ricreare un ambiente partendo da una struttura poco ingombrante, ad accogliere un ospite, fino a quella di semplice comodino. E’ interessante l’aspetto che presenta questo oggetto con la funzione principale di ospitare, snaturando il comodino dalle sue caratteristiche tradizionali, e facendo sì che la sua funzione originaria sia assunta solo in caso di non utilizzo.

L’artefatto entra in relazione con la lettura o il supporto (libro, rivista..) in entrambe le tipologie di utilizzo: quando ospita una persona consente la lettura sdraiati o seduti a letto ed il cassetto viene utilizzato come comodino per riporre i libri, quando assume la funzione di comodino viene utilizzato unicamente per riporre, contenere e conservare i libri quando non vengono utilizzati. Nel primo caso di utilizzo, per consentire una lettura in condizioni più confortevoli bisogna disporre il materasso in prossimità di un muro, di modo che si possa appoggiarvi il cuscino per far sì che l’utente possa appoggiare la schiena. La lettura è, tuttavia, consentita con qualsiasi disposizione del materasso (anche se non è in prossimità di pareti verticali) nel caso si legga da sdraiati. Di particolare interesse, la progettazione del cassetto che viene utilizzato come punto d’appoggio, sia per quanto riguarda il mantenimento della funzione di comodino con la traslazione di essa da un componente ad un altro, sia per il fatto che consente la comodità di avere un portaoggetti accanto al posto in cui si dorme (questo aspetto assume una certa rilevanza nel caso si debba disporre il libro prima di andare a dormire). Continue reading

FRANKENFONT – libro

Scheda ARTEFATTI

Nome artefatto: Frankenfont
Tipologia di appartenenza: libro
Produttore: Fathom
Designer: studio Fathom
Anno e luogo di produzione (se reperibile): 2011, Boston (U.S.A.)
Dimensioni: circa 21 cm x 15 cm x 2 cm
Costo di produzione (se reperibile): –
Prezzo al pubblico/gratuità (se reperibile): paperback (brossura) 25 $, hardcover (rilegato) 40 $

Individuare a quale categoria appartiene l’artefatto

b) Da utilizzare durante
la lettura

1)Almeno 3 immagini

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2)Descrivere l’artefatto nel momento del suo utilizzo/applicazione, , evidenziando in particolare l’aspetto più strettamente legato alla lettura (500 parole max)

Frankenfont” è un progetto del team di Fathom, della celebre azienda americana, che consiste in una ristampa del libro Frankenstein di Mary Shelley, utilizzando un carattere di stampa che riprenda ed evochi il contenuto del libro, utilizzando font differenti presi da diversi file in internet.

La funzione primaria dell’artefatto è quella di riprodurre visivamente e a primo impatto il contenuto del libro, senza l’utilizzo di immagini: la storia del dottor Frankenstein, geniale quanto folle scienziato, deciso a creare un essere perfetto, assemblando parti del corpo di differenti individui. Il risultato drammatico è una delle metafore migliori del rapporto con i limiti della tecnologia che la modernità abbia mai sviluppato.

Il team di Fathom ha deciso di applicare l’idea base della storia al progetto (“The Frankenfont”), una versione rivisitata del libro di Mary Shelley: per ciascuna delle parole contenute nel libro è stata effettuata una ricerca in internet (utilizzando l’API Yahoo! Search) solo tra i file in formato PDF e sono stati utilizzati i caratteri in base alla loro frequenza di utilizzo. I caratteri più comuni sono impiegati all’inizio del libro, per poi lasciare spazio alle più grottesche verso il finale.

Il progetto ha uno scopo di beneficenza: il ricavato è destinato alla Donoros Choose per l’acquisto di libri da donare alle scuole.

Il progetto agisce sul supporto libro, modificandone l’aspetto e traslando il contenuto del racconto in immagine. Entra in relazione con la lettura, poiché ne modifica l’azione coinvolgendo, oltre che l’immaginazione, una suggestione visiva. L’aspetto del supporto è finalizzato ad esprimere qualità espressivo-percettive anche nell’utilizzo dei colori e dei materiali: colori scuri e materiali ruvidi trasmettono al libro un senso di drammaticità e cupezza, che si sviluppano in un ambiente notturno. Influenza la lettura, sia da un punto di vista concettuale, aiutando il lettore ad immergersi nel racconto ricreando un ambiente evocativo, sia dal punto di vista pratico, in quanto nelle ultime pagine la lettura del racconto è limitata e, a volte, ostacolata dall’utilizzo di font di difficile comprensione. Continue reading

PINACOTECA DI BRERA-museo d’arte

Scheda CONTESTI

Nome contesto: PINACOTECA DI BRERA – MILANO

Tipologia: museo

Declinazione specifica: museo d’arte

Individuare a quale categoria appartiene il contesto:

CATEGORIA b) contesti neutri

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2) Descrivere il contesto nelle sue variabili ambientali (spaziali, dimensionali, di luce), di organizzazione   (500 parole max)

La Pinacoteca di Brera si trova a Milano in prossimità del Piccolo Teatro, in una zona fertile dal punto di vista artistico, e assieme all’Accademia costituisce un importante valore aggiunto in questo campo.

Il museo si trova in un palazzo antico che è strutturato su due piani: al piano inferiore si trovano le aule dell’Accademia di Brera (scuola per le arti ed il restauro), al piano superiore vi è il museo vero e proprio (Pinacoteca). Lo spazio del museo è strutturato attraverso la suddivisione di ambienti a seconda della funzione cui devono adempiere: l’ingresso presenta una libreria dove è possibile acquistare testi e guide illustrative delle opere presenti all’interno del museo; di seguito si apre un corridoio con la biglietteria che consente l’accesso al museo, che si sviluppa in un’alternanza di sale medie e grandi (a seconda delle opere che devono ospitare) e corridoi.

In alcuni ambienti, di fronte alle opere o sparse per il museo, vi sono situate delle sedute (dalla forma classica) per permettere di osservare le opere da seduti o per riposarsi. Sul soffitto vi sono alcuni lucernai che permettono alla luce solare di entrare negli spazi, illuminandoli naturalmente.

Tuttavia, anche l’illuminazione artificiale è ben progettata (puntando contro i soffitti permette che la luce venga diffusa affinché si possa creare un’atmosfera suggestiva, che non dia fastidio ai visitatori e che non punti sulle opere per non rovinarle).

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EXCELSIOR- negozio abbigliamento-profumeria-food

Scheda CONTESTI

Nome contesto: EXCELSIOR MILANO – GRUPPO COIN

Tipologia: negozio

Declinazione specifica: di abbigliamento, profumeria, food

Individuare a quale categoria appartiene il contesto:

CATEGORIA b) contesti neutri

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2) Descrivere il contesto nelle sue variabili ambientali (spaziali, dimensionali, di luce), di organizzazione   (500 parole max)

Excelsior Milano è un negozio, sviluppato dal gruppo Coin, che vuole riprendere la filosofia della Rinascente, creando un ambiente che non funga solo da negozio di abbigliamento, profumi e accessori, ma che presenti anche dei servizi(ristorante, food shop) in una politica tesa al lusso.

E’ situato in centro a Milano, ed è visibile da Corso Vittorio Emanuele II (zona molto frequentata). Al suo interno presenta spazi ampi, sia in altezza (appena entrati è possibile vedere le balconate dei vari piani che affacciano su un alto spazio sopra l’ingresso), sia in pianta.

L’illuminazione degli spazi è diversificata a seconda della facciata, in cui vengono utilizzate luci molto colorate, riprese nel percorso tracciato dalle scale mobili all’interno, e dei locali adibiti alla ristorazione, che presentano un ambiente molto curato e dall’atmosfera galleggiante, quasi sospesa, a sua volta ripresa nell’allestimento delle sale dove sono esposti i capi di abbigliamento.

Di rilevante importanza e interesse è il ruolo che il libro (come supporto) assume nel contesto, in quanto viene snaturato dalla sua natura (essere letto) e viene utilizzato come sfondo e ambientazione per esporre i capi di abbigliamento, creando un legame con essi, e non solo per la funzione di abbellimento. Inoltre, all’interno del negozio è possibile consultare e sfogliare dei libri (di arte, architettura, design,moda..) disposti su una scrivania (al secondo piano), nel reparto uomo.

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ASCENSORE-in luoghi pubblici

Scheda CONTESTI

Nome contesto: ASCENSORE

Tipologia: mezzo di trasporto

Declinazione specifica: all’interno di luoghi pubblici

Individuare a quale categoria appartiene il contesto:

CATEGORIA c) contesti impropri

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2) Descrivere il contesto nelle sue variabili ambientali (spaziali, dimensionali, di luce), di organizzazione   (500 parole max)

L’ascensore è un apparecchio elevatore che serve per trasportare persone o prodotti verticalmente da un livello all’altro, seguendo un percorso attraverso piani (livelli) predefiniti.

Il luogo si trova all’interno di edifici e palazzi ed è costituito da un piccolo spazio, che può essere comprimente nel caso non si possa guardare fuori, più evasivo nel caso di ascensori panoramici.

Lo spazio è di dimensioni molto ridotte e codificato; all’interno si trova una testiera per selezionare il piano di destinazione e, una volta schiacciato il bottone, bisogna attendere di arrivare al piano previsto; all’interno dell’ascensore vi sono dei codici non formali, derivanti dai comportamenti delle persone: se in presenza di altre persone, si chiede a che piano queste debbano andare; durante il tragitto, poiché non si possono compiere azioni (se non leggere i titoli del giornale, parlare al telefonino o leggere le norme di sicurezza dell’ascensore), si tende ad osservare un punto fisso (se non è possibile guardare fuori), poiché il clima che si crea generalmente tra persone non conoscenti è di imbarazzo e soggezione.

All’interno è presente un sistema di illuminazione che, in genere, crea un’atmosfera non troppo luminosa, data la vicinanza dell’utente. In alcune situazioni, l’ascensore è anche dotato di una ripiano con funzione di seduta, o di corrimano per aggrapparsi o appoggiarsi.

Dal punto di vista progettuale, sarebbe interessante sfruttare il movimento del luogo per creare supporti dinamici in cui la lettura è usufruibile senza supporti cartacei, ma è contenuta nel luogo stesso ( pareti, soffitto).

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CHIESA-confessionale

Scheda CONTESTI

Nome contesto: CHIESA

Tipologia: luogo di culto

Declinazione specifica: confessionale

Individuare a quale categoria appartiene il contesto:

CATEGORIA b) contesti neutri

1) Almeno 3 immagini

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2) Descrivere il contesto nelle sue variabili ambientali (spaziali, dimensionali, di luce), di organizzazione   (500 parole max)

Il confessionale è una struttura situata all’interno di una Chiesa, generalmente nelle zone laterali o comunque il più isolato possibile, poiché l’azione che vi avviene dentro è molto personale e riservata (confessione).

Lo spazio, il cui accesso avviene attraverso una porta, è diviso in due ambienti da una parete con una finestrella (aperta o bucherellata, a seconda dei casi): uno è dedicato al confessore, l’altro dedicato al penitente e, a seconda di chi deve ospitare, lo spazio è strutturato diversamente.

L’ambiente è di dimensioni ridotte in quanto deve contenere solo una persona in ciascuno scompartimento per un breve periodo di tempo. Nell’ambiente dedicato al confessore vi è una seduta, per consentire di mantenere una posizione comoda poiché la permanenza nel luogo può essere prolungata, un appendiabiti per appendere la stola (pezzo di stoffa simile a una sciarpa da portare al collo), un ripiano dove riporre eventuali libri (sacri); nell’ambiente dedicato al penitente un gradino imbottito per consentire al penitente di inginocchiarsi senza dolore alle ginocchia ed eventualmente, i testi di alcuni preghiere da recitare durante l’atto della confessione; entrambi gli ambienti sono dotati di una luce (generalmente non troppo forte) poiché il luogo è chiuso e non consente l’ingesso di luce dall’ambiente circostante ed, infine, da una lucina posta all’esterno che permetta di capire se il confessionale è occupato o meno. Continue reading