Tavolo da lettura

Nome artefatto: DIVERSITY COLLECTION

Tipologia di appartenenza: TAVOLO DA LETTURA

Produttore: AUTOPRODUZIONE

Designer: NACHO CARBONELL

Anno e luogo di produzione (se reperibile): 2010, EINDHOVEN

Dimensioni: VARIABILI

Individuare a quale categoria appartiene l’artefatto

b) Da utilizzare durante la lettura

1)Almeno 3 immagini

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2)Descrivere l’artefatto nel momento del suo utilizzo/applicazione, evidenziando in particolare l’aspetto più strettamente legato alla lettura (500 parole max)

Le opere di questa serie di arredi creati da Nacho Carbonell non possono essere identificate con un utilizzo singolo od univoco. Nella nostra interpretazione queste, più di altre opere dello stesso designer, possono essere viste come “tavoli da lettura” in quanto declinazione del format sedia + desk. Coerentemente con la produzione degli ultimi anni anche questi lavori sono una riflessione su uno spazio personale, intimo ed emotivo. Lo stesso Carbonell le descrive come: “Bozzoli per il pensiero, per starsene lontano da tutto”. Nella nostra lettura, queste opere sono viste come complementari all’atto del leggere, creando intorno al lettore uno spazio personale e poetico, capace di amplificare le sensazioni derivanti da ciò che si sta leggendo.

3) indicare tre aggettivi che caratterizzano l’artefatto

Intimo, Emozionale, Personale

4) Individuare e descrivere le seguenti caratteristiche dell’artefatto.
Qualità morfologiche

Indicare 2 tag che identifichino le qualità morfologiche dell’artefatto.

IMPERFEZIONE – ORGANICO

a) L’artefatto è composto da un unico pezzo o da più componenti? Se si Quali?

L’artefatto è composto da un unico pezzo.

b) Fa riferimento ad una geometria primitiva? Se si quale?

Non può essere ricondotto ad una geometria primitiva.

c) Comprende parti mobili (sportelli, cerniere, ecc..) o è un oggetto statico?

E’ un oggetto statico.

d) Con quale tecnica produttiva sono realizzati i componenti dell’artefatto?

Gli artefatti facenti parte della collezione sono realizzati artigianalmente dal designer in una grande varietà di finiture, ognuna con precise funzioni espressive.

e) Se composto da più parti, con quale tecnica sono assemblate le componenti principali dell’artefatto?

L’artefatto non è composto di più parti.

f) L’artefatto è disassemblabile in fase di dismissione dello stesso?

L’artefatto non è pensato per essere disassemblabile in quanto a causa del suo valore artistico e monetario non verrà presumibilmente mai dismesso.

g) L’artefatto è riciclabile/riutilizzabile?

L’artefatto è riutilizzabile. Un ipotetico cambio di proprietario rientrerebbe perfettamente nella concezione poetica che sottende la sua creazione.

Qualità espressivo/sensoriali
Indicare 2 tag che identifichino le qualità espressivo/sensoriali dell’artefatto.

NATURALE – EMOZIONALE

a) L’artefatto è composto da un unico materiale o da più materiali?Elencali.

Gli artefatti della collezione sono composti da più materiali utilizzati nelle finiture tra cui: metallo, vetro, cemento, foglie, argilla, rami, pelo.

b) Ci sono componenti/parti progettate per entrare in contatto con l’utente?

L’intero artefatto è pensato e progettato per entrare in contatto fisico con l’utente. Questa ipotesi è necessaria affinché il significato dell’oggetto possa essere espresso completamente.

c) Descrivi con 3 aggettivi le sensazioni veicolate dalla scelta del colore dell’artefatto

Naturale, Calma, Ombra

d) Descrivi con 3 aggettivi le sensazioni veicolate dalla scelta del materiale dell’artefatto
Naturale, Organico, Poroso

Qualità funzionali

Indicare 2 tag che identifichino le qualità funzionali dell’artefatto.

INTIMITA’ – ARTISTICO

a) L’artefatto è finalizzato al raggiungimento di un risultato (funzioneprimaria)?Quale?

L’artefatto è finalizzato al raggiungimento di uno spazio personale, intimo e poetico.

b) L’artefatto svolge più funzioni? Qual è la funzione principale, quali le secondarie/accessorie?

L’artefatto non svolge altre funzioni pratiche. Essendo un oggetto ibrido tra arte e design, non possiede alcuna funzionalità pratica se non quella emotiva prima descritta.

c) La comprensione della destinazione d’uso è chiara? (ergonomia cognitiva)

Ad una prima occhiata la modalità di utilizzo dell’artefatto può non essere immediata. Questo rientra però nella poetica dell’oggetto; è innanzitutto necessario comprenderlo visivamente ed emotivamente prima di poterlo utilizzare appieno.

d) L’utilizzo è facile e confortevole? (ergonomia formale)

Non avendo provato personalmente l’artefatto risulta difficile esprimere un giudizio sulla sua confortevolezza. Possiamo però dire che da una pura osservazione, gli artefatti non sembrano eccessivamente comodi.

e) In che modo l’artefatto entra in relazione con la lettura o il supporto (libro, rivista..)? Lo coadiuva, lo influenza, lo condiziona, lo limita, lo ostacola… etc. ? (dettagliare 200 battute)
L’artefatto entra in relazione con la lettura perchè con il suo spazio circoscritto e concluso in cui immergersi riteniamo possa non solo favorirla, ma influenzarla e condizionarla.

f) Viene usato in maniera individuale, in gruppo, o necessita di un numero di persone definito per poter essere utilizzato?

E’ assolutamente un artefatto da utilizzare in maniera individuale.

g) Si usa da solo o insieme ad altri artefatti (oggetti complementari?)

Non richiede oggetti complementari.

h) Può essere sostituito da altri oggetti che svolgono funzione analoga, simile (sostitutivi propri e impropri)?

Essendo un artefatto che vuole aiutare la creazione di uno spazio intimo di meditazione personale, può essere sostituito da ogni altro spazio che a livello singolo e personale porti allo stesso risultato.

i) E’ un artefatto che può essere autoprodotto o personalizzato?

No, l’artefatto non può essere autoprodotto nè personalizzato.

j) Ha usi impropri?

L’artefatto prevede un utilizzo improprio allo stesso modo in cui un tavolo ed una sedia non vengano utilizzati per ciò per cui sono stati progettati.

k) Esistono quante e quali varianti (funzionali: bambini/anziani, culturali: oriente/occidente) di questo artefatto? In cosa differiscono tra loro?

La collezione era composta di oltre 20 pezzi, tutti tipologicamente simili, tranne che per le finiture estetiche.

l) L’artefatto richiede una competenza specifica per essere usato? Quale?

L’artefatto non richiede alcuna competenza specifica per essere utilizzato.

m) Viene utilizzato in un contesto specifico? Quale?

Non esiste un contesto specifico per il suo utilizzo.

n) Si utilizza in pubblico o in privato?

Per trarne il maggior senso dal suo utilizzo è da utilizzarsi in privato.

o) Quanto tempo richiede il suo utilizzo?

Il tempo richiesto dal suo utilizzo non è quantificabile, perchè strettamente personale.

p) Quali sono gli aspetti positivi di questo artefatto? E quelli negativi?

Il principale aspetto positivo di questo artefatto sta nell’aver posto l’attenzione non sulla pura funzionalità che, nel caso di un tavolo e di una sedia, è già stata sperimentata in innumerevoli casi, ma sull’intima emozionalità che si può trarre dalla lettura in uno specifico contesto.
Un possibile aspetto negativo è che queste opere sono più simili ad opere d’arte che ad oggetti, in quanto è più facile incontrarle in musei o mostre che in abitazioni private, rendendo così pressoché impossibile il loro utilizzo.

q) Come questo artefatto potrebbe essere migliorato, reso più fruibile, più piacevole, più efficace, anche per un bacino di utenza più esteso (persone diversamente abili, di differenti nazionalità/etnie/religioni, etc…?)

Questo artefatto potrebbe essere migliorato rendendolo più fruibile, progettando cioè qualcosa che cerchi di dare lo stesso coinvolgimento mentale essendo però producibile industrialmente così da raggiungere un maggior numero di persone.

r) E’ un artefatto che implica un coinvolgimento mentale?

La risposta a questa domanda viene da un estratto di un articolo su Carbonell contenuto nel numero di Aprile 2011 del magazine URBAN: “I pezzi di Carbonell hanno la presunzione di essere un’esperienza soggettiva originale, di trasmettere messaggi da captare e decifrare, di contagiare la tua anima, parlare di sé tramite te che li hai scelti. (…) I pezzi di Carbonell hanno una particolare tensione, sono in grado di dare vita a un rapporto speciale vicino all’innamoramento. E come in tutte le storie d’amore che si rispettino non si sa più chi possieda cosa”.

s) L’artefatto è finalizzato alla modifica del supporto/contesto? In modo reversibile o irreversibile?

L’artefatto non è finalizzato alla modifica del supporto o del contesto.

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