Tappeto – Concrete poetry on a Concrete Carpet

Nome artefatto: 
Concrete poetry on a Concrete Carpet
Tipologia di appartenenza: 
tappeto
Produttore: 
produttore associato a Nada Debbs
Designer:
 Nada Debbs
Anno e luogo di produzione (se reperibile):
 Beirut, 2010
Dimensioni:
 3500x9000x30 mm
Costo di produzione (se reperibile):
 /
Prezzo al pubblico/gratuità (se reperibile): /

Individuare a quale categoria appartiene l’artefatto

c) Artefatto complementare alla lettura

1)Almeno 3 immagini

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2) Descrivere l’artefatto nel momento del suo utilizzo/applicazione, , evidenziando in particolare l’aspetto più strettamente legato alla lettura (500 parole max)

L’artefatto è stato progettato per l’allestimento alla mostra “Future of tradition – tradition of future” indetta a Monaco nel 2010 per commemorare il centenario di “Masterpieces of Muhammandan art”, la più grande mostra di arte araba tenutasi nella città il secolo precedente. Si tratta di un tappeto di cemento di 9×3,5 metri costituito da 28 moduli, uno per ogni lettera dell’alfabeto cui è dedicato un estratto dalla poesia tradizionale. L’essenza stessa dell’artefatto è la scrittura, rappresenta un vero e proprio monumento celebrativo alla calligrafia araba e il suo scopo è quello di essere letto e veicolare attraverso il linguaggio dell’arte un messaggio poetico di contraddizione e speranza.

3) indicare tre aggettivi che caratterizzano l’artefatto

Neotradizionale, minimal-monumentale, spirituale.

4) Individuare e descrivere le seguenti caratteristiche dell’artefatto.

Qualità morfologiche

(Tags essenziale, imponente)

L’opera interpreta in veste innovativa l’archetipo del tappeto, centrale nella cultura araba. Ha una forma rettangolare allungata ed è spesso circa 3 cm con i bordi smussati, è costituito da moduli in colata di cemento con i caratteri tipografici in bassorilievo, alcuni dei quali (uno per ciascun modulo) intarsiati a mano con madreperla. Sono stati prodotti singolarmente e assemblati in loco, posati a terra e accostati in modo da ricreare un corpo unico compatto. Lungo i lati più corti sono state collocate due frange di perle d’acciaio, ottenute infilando lungo fili metallici i numerosi semilavorati sferici e incastrati a un’estremità.

I moduli sono morfologicamente riconducibili ai tatami in uso nell’Estremo Oriente e hanno due formati: quadrato e rettangolare (con base inferiore uguale al lato del quadrato e base maggiore il suo doppio).

I 28 tatami possono essere separati, esposti e letti singolarmente, ma sono stati pensati per creare un unico pezzo il cui significato si realizza solo nella globalità dei suoi elementi.

Il cemento e l’acciaio sono materiali riciclabili, la madreperla intarsiata è estraibile, riutilizzabile, lavorabile in altre forme e riciclabile.

Qualità espressivo/sensoriali

(Tags rigore, dicotomia)

I materiali che compongono l’artefatto sono: cemento e madreperla intarsiata per i moduli, acciaio inossidabile per le frange.

L’artefatto è potenzialmente in grado di sopportare il calpestio dei visitatori ma il suo statuto di opera d’arte oltre che di design induce ad un atteggiamento di fruizione rispettosa e l’utente è indotto a non camminarvi sopra.

L’osservatore è colpito dall’armonica giustapposizione della brutalità del materiale prodotto industrialmente (cemento) e la raffinatezza di quello prodotto artigianalmente (intarsio manuale in madreperla).
Si crea una contraddizione tra la figura del tappeto arabo leggero, caldo, accogliente dell’immagin ario collettivo e le sensazioni percettive evocate da colori (austero, elegante, monumentale ) e materiali (statuario, solido sacro ) che denotano la sua statica pesantezza.

Qualità funzionali

(Tags poetico, simbolico)

Concrete Carpet è stato progettato per l’esposizione alla Haus der Kunst per la mostra del 2010 a Monaco, in una sala allestita con le opere di 7 designer per presentare diversi approcci progettuali e le singole voci in un modo che sfida le tradizioni arti applicate della regione e si confronta con le questioni di identità araba contemporanea.
L’opera imprime significato all’ambiente in cui è collocato attraverso la dialettica del suo messaggio.

Il tappeto è ciò che più rende uno spazio accogliente, lo rende caldo e intimo. Ma un tappeto di cemento idenota perfettamente la perdita di tale intimità come nel mondo contemporaneo, in nome di ordine e efficienza.
Le parole sono allineate in sequenza e richiamano la configurazione degli elenchi dei nomi dei caduti nei memoriali di guerra: ai nostri piedi giace il prezzo della scienza, dell’industrializzazione e della meccanizzazione pagato dalla società. La scintilla di luce della madreperla intarsiata a mano simboleggia una promessa di speranza che può essere offerta solo da un tocco di umanità.
Da un certo punto di vista può essere interpretato come un tentativo di delineare lo scarto tra la realtà del mondo arabo e le sue aspirazioni.

L’aura sacrale che emana mette l’osservatore in soggezione ed egli capisce che non si tratta di un normale tappeto ma di una sorta di opera d’arte.
Non è prevista l’interazione fisica con l’utente, nel caso dovesse verificarsi (camminarci sopra, sedersi, sdraiarsi) sarebbe di facile svolgimento ma non confortevole a causa della rigidezza del materiale e della conformazione della superficie incisa.

Non è paragonabile nè sostituibile da altre tipologie di tappeto esistenti, in quanto opera unica a se stessa. Il messaggio poetico e artistico che veicola potrebbe trovare altre forme di espressione, ma la sua forma è metafora che arricchisce di senso il suo contenuto.

Non può essere autoprodotto a meno che si disponga dei materiali e tecnologie. Non è personalizzabile, si potrebbero disporre diversamente i moduli ma perderebbe il suo significato originario.

Può essere osservato e apprezzato da qualsiasi individuo, può essere compreso nella complessità del suo significato anche da individui che non sappiano leggere la calligrafia araba e non possano accedere direttamente al contenuto delle poesie inscritte. Per una totale comprensione del testo riportato è invece necessario conoscere la lingua.
Si potrebbe eventualmente ipotizzabile un sostegno alla comprensione (visualizzazione della traduzione delle poesie), ma l’opera nel suo significato ultimo si esprime in un linguaggio di forme, archetipi, materiali e sensazioni che trascende la grammatica della lingua.

Alla fine dell’esposizione a Monaco fu acquistato dal Museo Arabo di Arte Moderna in Qatar ed è tuttora visibile al pubblico.


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