Puntatore – Heaven Sent Yad

Nome artefatto: Heaven Sent Yad

Tipologia di appartenenza: Puntatori

Produttore: Joy Stember Metal Arts Studio

Designer: Joy Stember

Anno e luogo di produzione (se reperibile): 2010 Roslyn, Pennsylvania

Dimensioni: –

Costo di produzione (se reperibile): –

Prezzo al pubblico/gratuità (se reperibile): $ 2000

Individuare a quale categoria appartiene l’artefatto

b) Da utilizzare durantela lettura

1)Almeno 3 immagini

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2)Descrivere l’artefatto nel momento del suo utilizzo/applicazione, , evidenziando in particolare l’aspetto più strettamente legato alla lettura (500 parole max)

Lo Yad (dall’ebraico: mano) è uno strumento della tradizione ebraica, un puntatore che viene utilizzato nelle letture pubbliche del Sefer Torah. In questa cerimonia l’oggetto è tenuto in mano dal “Segan”, che dal lato sinistro guida il lettore, mentre tra i due è presente il “chiamato”. L’uso dello Yad è opzionale e non ristretto al solo Segan, serve ad impedire al lettore di toccare a mani nude il testo, atto che lo renderebbe impuro.

3)     indicare tre aggettivi che caratterizzano l’artefatto

moderno, freddo, spigoloso

4) Individuare e descrivere le seguenti caratteristiche dell’artefatto.

Qualità morfologiche

Rispondere in maniera discorsiva (max 500 parole) toccando i punti di seguito elencati, se rilevanti.

Indicare 2 tag che identifichino le qualità morfologiche dell’artefatto.

a)     L’artefatto è composto da un unico pezzo o da più componenti? Se si Quali?

b) Fa riferimento ad una geometria primitiva? Se si quale?

c) Comprende parti mobili (sportelli, cerniere, ecc..) o è un oggetto statico?

d) Con quale tecnica produttiva sono realizzati i componenti dell’artefatto?

e) Se composto da più parti, con quale tecnica sono assemblate le componenti principali dell’artefatto?

f) L’artefatto è disassemblabile in fase di dismissione dello stesso?

g)     L’artefatto è riciclabile/riutilizzabile?

L’artefatto è composto da un corpo in argento nella cui punta è incastonato un meteorite dalla forma di una mano (come da tradizione). Il corpo si sviluppa in una saetta (si noti un chiaro riferimento alla pianta del museo ebraico di Berlino di Libeskind), ma può essere interpretato anche come la coda di una cometa. È un oggetto statico, prodotto artigianalmente, e in fase di dismissione si può separare il corpo dalla punta in meteorite, rompendolo. È un oggetto di semplicissima funzionalità e di apprezzabile valore artistico, per cui il suo ciclo di vita dovrebbe essere di lunga durata.

Qualità espressivo/sensoriali

(rispondere in maniera discorsiva, max 500 parole, toccando i punti di seguito elencati, se rilevanti)

Indicare 2 tag che identifichino le qualità espressivo/sensoriali dell’artefatto.

a) L’artefatto è composto da un unico materiale o da più materiali? Elencali.

b) Ci sono componenti/parti progettate per entrare in contatto con l’utente?

c) Descrivi con 3 aggettivi le sensazioni veicolate dalla scelta del colore dell’artefatto

d)    Descrivi con 3 aggettivi le sensazioni veicolate dalla scelta del materiale dell’artefatto

L’artefatto è composto da argento e materiale meteoritico e il corpo, dalla forma di una saetta, è impugnabile. La scelta dei colori rende l’oggetto tetro, pesante e severo. Il materiale scelto lo rende prezioso, ultraterreno (la meteorite è un “dono dal cielo”) e inanimato, come morto.

Qualità funzionali

(rispondere in maniera discorsiva, max 500 parole, toccando i punti di seguito elencati, se rilevanti)

Indicare 2 tag che identifichino le qualità funzionali dell’artefatto.

a) L’artefatto è finalizzato al raggiungimento di un risultato (funzione primaria)?Quale?

b) L’artefatto svolge più funzioni? Quale è la funzione principale, quali le secondarie/accessorie?

c) La comprensione della destinazione d’uso è chiara? (ergonomia cognitiva)

d) L’utilizzo è facile e confortevole? (ergonomia formale)

e) In che modo l’artefatto entra in relazione con la lettura o il supporto (libro, rivista..)? Lo coadiuva, lo influenza, lo condiziona, lo limita, lo ostacola… etc. ? (dettagliare 200 battute)

f) Viene usato in maniera individuale, in gruppo, o necessita di un numero di persone definito per poter essere utilizzato?

g) Si usa da solo o insieme ad altri artefatti (oggetti complementari?)

h) Può essere sostituito da altri oggetti che svolgono funzione analoga, simile (sostitutivi propri e impropri)?

i) E’ un artefatto che può essere autoprodotto o personalizzato?

j) Ha usi impropri?

k) Esistono quante e quali varianti (funzionali: bambini/anziani, culturali: oriente/occidente) di questo artefatto? In cosa differiscono tra loro?

l) L’artefatto richiede una competenza specifica per essere usato? Quale?

m) Viene utilizzato in un contesto specifico? Quale?

n) Si utilizza in pubblico o in privato?

o) Quanto tempo richiede il suo utilizzo?

p) Quali sono gli aspetti positivi di questo artefatto? E quelli negativi?

q) Come questo artefatto potrebbe essere migliorato, reso più fruibile, più piacevole, più efficace, anche per un bacino di utenza più esteso (persone diversamente abili, di differenti nazionalità/etnie/religioni, etc…?)

r) E’ un artefatto che implica un coinvolgimento mentale?

s)     L’artefatto è finalizzato alla modifica del supporto/contesto? In modo reversibile o irreversibile?

Lo Yad è finalizzato principalmente a guidare la lettura, tenendo il segno con la punta (tradizionalmente a forma di manina con l’indice puntato, che rende immediata l’identificazione della funzione dell’oggetto ).Serve pure a impedire che il lettore tcchi con le mani il testo sacro, commettendo peccato. La forma spigolosa del corpo non esclude una discreta ergonomia formale. È uno strumento che facilita e velocizza la lettura, e salvaguarda le pagine del libro dall’essere sporcate o stropicciate. Viene utilizzato individualmente, principalmente in occasioni pubbliche, e solo sulla Torah. Nella lettura può essere sostituito da altri oggetti per la stessa funzione, ma può anche non venire utilizzato affatto. Può essere usato in maniera impropria (nei limiti del rispetto religioso). Non esistono varianti del “Heaven sent Yad”, ma essendo prodotto artigianalmente ogni esemplare sarà diverso dall’altro. Non ci sono limiti temporali di utilizzo. la scelta di materiali meno preziosi ma di simile qualità, e la produzione industriale renderebbero questo oggetto fruibile ad un pubblico maggiore, anche se forse verrebbero meno molte delle sue peculiarità e perderebbe molto nell’aspetto comunicativo. La specificità del contesto culturale nella quale lo Yad è immerso non escluderebbe il suo utilizzo da parte di utenti di altre religioni come semplice puntatore,spogliandolo di tutti i riferimenti biblici e storici. Questo oggetto nella forma, nel colore, nei materiali è carico di significati (religiosi ma anche storici), ed evoca una forte spiritualità. È un oggetto moderno, che forse non viene accettato  in un contesto di antica tradizione che impone tipologie e archetipi rigidi e temprati da secoli.

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