Mezuzah – Contenitore

Nome artefatto: MEZUZAH
Tipologia di appartenenza: contenitori
Anno e luogo di produzione (se reperibile): Gerusalemme 2008
Dimensioni:   10,6 cm x 2,6 cm x 1,2cm
Costo di produzione: 1,3 euro
Prezzo al pubblico: 12.60 sheqel = corrispondente a  2,5 euro

a) Contenere / conservare
prima o dopo la lettura
   

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2)Descrivere l’artefatto nel momento del suo utilizzo/applicazione, evidenziando in particolare l’aspetto più strettamente legato alla lettura

La mezuzah è un piccolo oggetto appartenente alla religiosità ebraica. È una piccola “assicina” di legno che funge da contenitore per una pergamena chiamata claf.

Mezuzah מזוזה (מְזוּזָה) vuole dire in ebraico “stipite”, essa viene affissa sullo stipite destro della porta di ingresso della propria abitazione (a destra rispetto a chi entra), a circa due terzi dell’altezza della porta, anche se deve essere sempre posta a portata di mano, poiché è usanza che chi entra in casa la tocchi con le dita e in seguito baci le dita stesse (dopo averla toccata).

Generalmente è posta sulla porta d’ingresso di casa, tuttavia (soprattutto gli ebrei più ortodossi) la posano anche su altri stipiti, ma solo su quelli che portano a delle stanze in cui si risiede (non va posta in ambienti di solo transito, ne nelle sale in cui non si risiede: bagno, cucina, ripostiglio, cantina).

Vi è ancora un dettaglio da aggiungere sul suo fissaggio: essa non viene collocata in posizione verticale, ma lievemente in diagonale, con la parte superiore rivolta verso l’interno della casa; questo per consacrare la casa e per indicare che è sotto la protezione di Dio.

Il “pezzo forte” della mezuzah è però il claf, la pergamena posta all’interno dell’artefatto. È una pergamena scritta da scribi qualificati (sofer stam) che scrivono in caratteri ebraici ornati, utilizzando un inchiostro indelebile nero e una speciale penna d’oca.

Sul claf sono stilati i passi della Torah corrispondenti alle prime due parti dello Shema.

La Torah, dall’ebraico: “insegnamento”, corrisponde ai primi cinque libri della Bibbia, chiamati anche Pentateuco. La Shemà (  שמע ישראל : Ascolta Israele), invece, è la preghiera più sentita dalla liturgia ebraica, la sua lettura avviene due volte al giorno, nella preghiera mattutina ed in quella serale.

Nel claf vengono scritte solamente le prime due parti di questa preghiera; corrispondenti ai versetti 6,4-9 e 11,13-21 del libro del deuteronomio, questi ricordano il nostro amore per Dio e per il suo insegnamento.

Il claf assume un valore molto importante, è bene che non si rovini, su di essa vi è scritta la Parola, che indica l’alleanza stipulata tra Dio e il popolo d’Israele.

La mezuzah è un oggetto affascinante, perché contiene la scrittura, ma non serve che il suo contenuto venga letto. La mezuzah è un simbolo che ci riconduce alla promessa di Dio fatta al popolo d’Israele, la mezuzah ricorda a ogni èbreo che la benedizione di Dio è su di lui ( ברך: “barak” = benedizione dal significato ampio, è l’accompagnamento di Dio per tutto il tempo). Benedizione di un popolo intesa anche come elezione del popolo d’Israele affinche potesse essere testimone agli altri popoli della salvezza L’elezione/ la scelta di Dio è collegata sempre ad una missione. Ricondurre alla Torah, vuole dire ricondurre a quei insegnamenti, che Dio ha dato affinchè Israele possa mantenere la sua identità di popolo libero (la promessa di Dio fatta ad Israele è in sostanza la libertà), quindi /ivi la mezuzah ci dà la possibilità di fare memoria della presenza costante di Dio nella nostra vita.

3) indicare tre aggettivi che caratterizzano l’artefatto

METATEMPORALE – SIMBOLICO -PROPIZIATORIO

QUALITÀ MORFOLOGICHE

L’artefatto è composto da 2 componenti:

– la mezuzah (in se come contenitore)

– una linguetta rettangolare di carta telata/setata(incollata per un lato sul retro della mezuzah)

Questi sono gli elementi che la compongono, poi vi sono altri elementi che non vengono venduti insieme con essa pur essendo necessari:

– claf : pergamena che la mezuzah contiene.

– elementi per il fissaggio sullo stipite: colla, nastro biadesivo, chiodi o viti (se ne sceglie uno di questi).

La geometria che sfrutta è quella di un rettangolo(parallelepipedo) molto stretto e allungato, le dimensioni si aggirano attorno ai 10,6 cm x 2,6 cm per il rettangolo di base per un altezza di 1,2cm.

Tuttavia le basi presentano: quella superiore delle incisioni, mentre quella inferiore una cavità stretta e lunga, posta nel centro profonda 8mm. Essa è adibita a contenere il claf ed è coperta da una leggera linguetta di “carta stoffata”, che funge da ulteriore protezione posta per evitare che la Parola si rovini a causa delle intemperie.

Quando la mezuzah viene venduta, la linguetta è “semi volante” poiché attaccata solo dalla parte di un lato stretto, questo per consentire l’inserimento del claf all’interno della mezuzah.

Una volta che l’artefatto viene fissato allo stipite con due viti o con il nastro biadesivo, l’oggetto non viene rimosso, a parte per un controllo che si fa ogni sette anni per verificare che il claf non si sia rovinato (per quanto riguarda non solo lo stato della pergamena, ma anche del testo scrittovi su di essa). Durante questo controllo è possibile, se non certo, che la linguetta di stoffa si stacchi (questo evento non risulta determinante per l’utilizzo anche successivo della mezuzah).

Per la produzione di questo oggetto si è utilizzata una lavorazione ad asportazione di truciolo: un asse di ulivo è stata tagliata mediante seghe a nastro o  troncatrice, creando tanti piccoli mattoncini di legno. Successivamente questi “tasselini” sono stati smussati per bene (questa lavorazione non riguarderà certo la faccia del parallelepipedo che rimarrà incollato allo stipite, ma solo quella che sarà lasciata esposta allo sguardo e al tatto), dandogli la forma che vediamo ora. Successivamente attraverso una lavorazione di fresatura, e stato creata la scanalatura sul retro del prodotto, e sono stati creati i due buchini disposti ai due estremi della’asse centrale, dando la possibilità di inserirvi le viti per affiggere l’artefatto.

Dopo queste operazioni, si è proceduto attraverso l’ausilio di un stampo di metallo (riscaldato) a pirografare le scritte poste sulla faccia a vista. Infine per concludere è stato verniciato (ovviamente solo dalla parte in vista: 5 faccie).

La linguetta invece è creata mediante la compressione a caldo, con una bassa percentuale di collante, di una serie di fibre di seta, per poi essere tagliato della misura giusta, ed essere incollato con classica colla vinilica sul retro della mezuzah.

Anche se è stata incollata solo una parte della linguetta lasciandola così semi volante.

Escludendo la linguetta(facilmente staccabile, o meglio fin troppo divisibile), la mezuzah è composta solo ed esclusivamente da legno, può essere facilmente disassemblato e riciclaggio (produzione energetica, o riuso dei materiale per un altro prodotto es: pannelli di truciolare) al fine della sua vita utile. Essendo comunque un prodotto molto piccolo, non costituisce una fonte fondamentale per il riciclaggio. Inoltre è un oggetto che difficilmente si rompe e con cui si crea un certo legame affettivo-spirituale.

L’artefatto è dunque riciclabile; tuttavia bisogna sottolineare che la mezuzah è un oggetto che ha un grande valore simbolico (συμ-βαλλω: scagliare insieme, un simbolo è appunto qualcosa che ti riconduce ad un’altra, come in questo caso )  essa riconduce alla Torah e in particolare al tema dell’alleanza e della promessa in essa contenute.

QUALITÀ ESPRESSIVO/SENSORIALI

La mezuzah è un parallelepipedo di legno, lavorato con dietro “appiccicata” una linguetta di “setina” rossa. L’unica parte che entra in contatto con l’utente è il legno. Un contatto che avviene più volte al giorno.

Il legno come risaputo è un materiale che trasmette una sensazione di calore a causa della sua proprietà di essere un materiale isolante.

Risulta quindi un materiale caldo e piacevole da toccare. Inoltre non si può non specificare di che tipo di legno si tratta: l’ulivo, che apporta anch’esso un significato simbolico ben preciso.

È interessante, se si parla di caratteristiche espressive(capacità di rivelare la propria interiorità) e sensoriali(relativo ai sensi)dell’artefatto, parlare della scritta postavi sopra. Questa scritta pirografata riporta diversi segni, dell’alfabeto ebraico.

Patendo a leggerli dal basso troviamo la scritta “Jerusalem” con sotto la trascrizione in ebraico …  scritta senza vocalizzazione.

salendo con lo sguardo “un filino” più in sù vediamo dieci caratteri inseriti all’interno di una specie di ellisse; questi segni sono le prime dieci lettere dell’alfabeto ebraico (י ט ח ז ו ה ד ג ב א  ), utilizzate per indicare i dieci comandamenti (in ebraico non esistono i numeri e per indicarli si utilizzano le lettere), il decalogo appartiene alla Torah(anche queste iscrizioni sono un richiamo all’alleanza con Dio).

Infine, sopra l’iscrizione dei dieci comandamenti, troviamo un’altra lettera ebraica  ש questa lettera sta ad indicare la parola י ד ש ( שַׁדַּי )”shaddai”, uno dei nomi di Dio acronimo anche di Shomer Daltot Yisrael: “guardiano delle porte di israele” (è comune in molte mezuzah l’utilizzo soltanto della prima lettera “shin” e non di tutto il nome shaddai).

3 aggettivi le sensazioni veicolate dalla scelta del colore dell’artefatto:

NEUTRO – CALDO – SCREZIATO

3 aggettivi le sensazioni veicolate dalla scelta del materiale dell’artefatto:

CORIACEO – BRAILLOSO(scrittura braille) – ESSENZIALE

QUALITÀ FUNZIONALI

La mezuzah serve a indicare Dio come presenza costante della vita, serve a farci ricordare l’alleanza (la promessa e gli insegnamenti) che Dio ha voluto stringere con il popolo d’Israele. Questo lo fa custodendo la Parola, la Torah (il simbolo concreto e tangibile della promessa fatta da Dio ad Israele).

Non è così facile capire come il prodotto debba essere utilizzato senza un sottofondo culturale: la forma dell’oggetto non è in grado di comunicare l’uso se non si conosce, almeno in parte, la tradizione ebraica che vi sta dietro. La mezuzah è l’adempimento letterale del comandamento di scrivere le parole di Dio sugli stipiti delle “porte delle vostre case”(deuteronomio 6,9 = appunto questo è anche parte del brano scritto sula pergamena: claf). Questa tradizione deve essere letta insieme ad altre tradizioni e gesti che il mondo ebraico ha, e che lo caratterizzano come popolo eletto; come ad esempio i “tefillin”, simbolo molto simile alla mezuzah, corrispondente a dei piccoli contenitori in cui viene messo dentro un piccolo fogliettino che porta scritta la Parola, utilizzato per quando si legge la bibbia. I tefillin viengono legati: uno sulla testa e l’altro sul braccio destro come rimando a … , e come adempimento del precetto contenuto sempre in deuteronomio6:  6Questi precetti che oggi ti dò, ti stiano fissi nel cuore; 7 li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. 8 Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi 9 e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.”

La mezuzah è un oggetto che viene spesso regalato, su internet sono innumerevoli le iscrizioni che lo optano come possibile regalo. Anche ha me è stata regalata da un mio amico sacerdote al suo ritorno dalla terra santa (spiegandomi il significato). Inoltre ho visto che altri sacerdoti la utilizzano affissa sugli stipiti delle loro porte d’ingresso. Questo sta a significare che è un oggetto non solo utilizzato dagli ebrei, ma si stà declinando anche nel mondo cristiano; riproponendolo con una nuova interpretazione (volendo possiamo chiamarlo utilizzo improprio). Pur volendo conservare il suo significato di custode e rimando della Parola, io ho inserito nella mezuzah un brano di Vangelo a me caro.

In internet sono molti gli artisti che si cimentano nella creazione di mezuzah, tuttavia presentano un costo esagerato (sui 270 dollari) e si tratta sempre di produzioni limitate. Molte poi sono le persone che li creano a mano, tuttavia sono spesso personalizzati con pupazzetti di ogni genere e forma, tanto che sembra sminuirne il significato, tanto più se si considera che è un oggetto che viene frequentemente toccato, anche con mani non propriamente pulite, se presenta dettagli raffinati e piccolini di fimo(o di qualche altra pasta), si romperà/usurerà facilmente.

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