Manga Farming – Oggetto jolly

Nome artefatto: “Manga farming”
Tipologia di appartenenza: Riutilizzo creativo del libro
Produttore: è un pezzo unico, non è in produzione
Designer: Koshi Kawaki
Anno e luogo di produzione: aprile 2011
Dimensioni:  Volume manga di media grandezza
Costo di produzione: n.a
Prezzo al pubblico/gratuità: non in vendita

Individuare a quale categoria appartiene l’artefatto

c) Artefatto complementare alla lettura

 

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Descrivere l’artefatto nel momento del suo utilizzo/applicazione, , evidenziando in particolare l’aspetto più strettamente legato alla lettura

L’artefatto non è strettamente legato alla lettura, anzi, il libro nella sua funzione principale non è utilizzabile. E’ un oggetto creativo che utilizza la struttura del libro come “vaso” per queste piccole piante.

E’ interessante come sia utilizzato un vero e proprio fumetto e non un vaso a forma di libro, o comunque modificato in qualche modo affinchè possa contenere della terra o sia più adatto a contenere piante; l’unica modifica sono dei bastoncini inseriti tra le pagine che fungono da supporto agli esili steli.

Dalle foto si nota come l’acqua per le piante sia versata direttamente tra le pagine del libro.

 

Indicare tre aggettivi che caratterizzano l’artefatto

Essenziale, pulito, alternativo.

Individuare e descrivere le seguenti caratteristiche dell’artefatto.

Qualità morfologiche

Semplice – inusuale

a) L’artefatto è composto da un unico pezzo o da più componenti? Se si Quali?

Pezzo unico

b) Fa riferimento ad una geometria primitiva? Se si quale?

Essendo un libro…..a un parallelepipedo; di formato standard aggiungerei, intorno all’A5.

c) Comprende parti mobili (sportelli, cerniere, ecc..) o è un oggetto statico?

Teoricamente rimane un fumetto…posso sfogliarlo, ma distruggerei la composizione.

d) Con quale tecnica produttiva sono realizzati i componenti dell’artefatto?

Processo chimico industriale per quanto riguarda la carta, poi stampata meccanicamente da un stampante. Gli stuzzichini anche loro industrialmente da un tronco.

e) Se composto da più parti, con quale tecnica sono assemblate le componenti principali dell’artefatto?

Viene fatto artigianalmente e manualmente, quindi con tanta pazienza si lega il libro, si infilano gli stuzzichini e semi e s’innaffia.

f) L’artefatto è disassemblabile in fase di dismissione dello stesso?

Si.

g) L’artefatto è riciclabile/riutilizzabile?

Si.

Qualità espressivo/sensoriali

Bagnato – usurato

a) L’artefatto è composto da un unico materiale o da più materiali? Elencali.

L’artefatto è composto dal fumetto, quindi carta e dagli stuzzichini, perciò legno.

Le piante non sono propriamente parte dell’artefatto ma il risultato.

b) Ci sono componenti/parti progettate per entrare in contatto con l’utente?

Non progettate appositamente.

c) Descrivi con 3 aggettivi le sensazioni veicolate dalla scelta del colore dell’artefatto

L’artefatto ha diversi colori…sono assolutamente casuali, dipendenti dalla scelta del fumetto che sta alla base. Si tratta comunque di manga, stampa tipografica, su cui viene versata dell’acqua, quindi sbiaditi o spessissimo in bianco e nero. Direi quindi sensazione di casualità, in qualche modo nostalgica e di calma.

d) Descrivi con 3 aggettivi le sensazioni veicolate dalla scelta del materiale dell’artefatto

Le sensazioni del materiale, la carta, sono molto simili a quelle legate al colore; per esempio il tipo di stampa è legata al supporto, così come il colore sbiadito è conseguenza dell’utilizzo della carta.

Perciò riprenderei le sensazioni di nostalgia e calma, cambiando la casualità in meraviglia (per la crescita di piante dal un oggetto così inusuale.)

Qualità funzionali

Inutile – espositivo

a) L’artefatto è finalizzato al raggiungimento di un risultato (funzione primaria)?Quale?

Far crescere delle piante.

b) L’artefatto svolge più funzioni? Quale è la funzione principale, quali le secondarie/accessorie?

Svolge una sola funzione, quella dello pseudo-vaso; essendo però un oggetto unico d’esposizione, ha un relativa funzione accessoria nell’impressionare il pubblico che lo vede, soprattutto i più piccoli.

c) La comprensione della destinazione d’uso è chiara? (ergonomia cognitiva)

Si, ma parlare di ergonomia in questo caso non è rilevante.

d) L’utilizzo è facile e confortevole? (ergonomia formale)

Non si utilizza.

e) In che modo l’artefatto entra in relazione con la lettura o il supporto (libro, rivista..)? Lo coadiuva, lo influenza, lo condiziona, lo limita, lo ostacola… etc. ? (dettagliare 200 battute)

Non si legge.

f) Viene usato in maniera individuale, in gruppo, o necessita di un numero di persone definito per poter essere utilizzato?

Viene esposto e visualizzato da 1 a [stanza piena] persone.

g) Si usa da solo o insieme ad altri artefatti (oggetti complementari?)

Nessun oggetto complementare.

h) Può essere sostituito da altri oggetti che svolgono funzione analoga, simile (sostitutivi propri e impropri)?

Un vero vaso ad esempio…ma non avrebbe molto senso.

i) E’ un artefatto che può essere autoprodotto o personalizzato?

Si, è molto semplice ed elementare, si può cambiare supporto a piacimenti (nel senso cambiare tipo di libro)

j) Ha usi impropri?

A fantasia dell’utente….

k) Esistono quante e quali varianti (funzionali: bambini/anziani, culturali: oriente/occidente) di questo artefatto? In cosa differiscono tra loro?

E’ un oggetto da esposizione, in questo caso ce ne sono molti esposti, ma non ne esistono altri, a meno che uno non se li autoproduca, perciò non esistono varianti “ufficiali”. Il designer è giapponese e l’utilizzo di manga rimanda alla loro cultura, come l’accenno alla disposizione di piante da coltivare geometrica e pacata, riconducibile allo zen.

l) L’artefatto richiede una competenza specifica per essere usato? Quale?

Saper tenere in mano una bottiglietta d’acqua.

m) Viene utilizzato in un contesto specifico? Quale?

La mostra.

n) Si utilizza in pubblico o in privato?

Pubblico..o privato, se autoprodtto.

o) Quanto tempo richiede il suo utilizzo?

Suppongo fino alla morte della piantina.

p) Quali sono gli aspetti positivi di questo artefatto? E quelli negativi?

E’ un bell’oggettino da esposizione, un ottimo esercizio creativo di riutilizzo di un oggetto, magari vecchio, non più utilizzato ,che fa polvere.

Oltre al compiacimento estetico, alla disposizione e alle sensazioni trasmesse, non serve a molto. Sicuramente un vero vaso è molto più funzionale e pratico.

q) Come questo artefatto potrebbe essere migliorato, reso più fruibile, più piacevole, più efficace, anche per un bacino di utenza più esteso (persone diversamente abili, di differenti nazionalità/etnie/religioni, etc…?)

Usando un enciclopedia come base e piantandoci un vero albero.

r) E’ un artefatto che implica un coinvolgimento mentale?

No.

s) L’artefatto è finalizzato alla modifica del supporto/contesto? In modo reversibile o irreversibile?

Modifica il fumetto in modo irreversibile.

 

 

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