Lampada – Gibigiana

Nome artefatto: Gibigiana
Tipologia di appartenenza: Apparecchio illuminante
Produttore: Flos
Designer: Achille Castiglioni
Anno e luogo di produzione (se reperibile): 1980 Italia
Dimensioni: ø 9,5 x h 43 cm
Costo di produzione (se reperibile):
Prezzo al pubblico/gratuità (se reperibile): € 255

Individuare a quale categoria appartiene l’artefatto

b) Da utilizzare durante
la lettura

1)Almeno 3 immagini

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2)Descrivere l’artefatto nel momento del suo utilizzo/applicazione, evidenziando in particolare l’aspetto più strettamente legato alla lettura (500 parole max)

La lampada viene accesa nel momento del bisogno dall’utente semplicemente azionando l’interruttore posto sul retro che permette la regolazione dell’intensità della luce per agevolare il tipo di lettura desiderata. Una volta accesa la lampada, tramite la ghiera posizionata in alto sul lato, si può regolare la direzione del flusso luminoso fino alla posizione voluta. La direzione del fascio luminoso si regola tramite un gioco di riflessi, funzionamento da cui trae il nome la lampada stessa,permettendo all’utente di illuminare solo la zona desiderata.

3) indicare tre aggettivi che caratterizzano l’artefatto

Funzionale, senza tempo, tecnicamente elevato

4) Individuare e descrivere le seguenti caratteristiche dell’artefatto.

 

Qualità morfologiche

Rispondere in maniera discorsiva (max 500 parole) toccando i punti di seguito elencati, se rilevanti.

Indicare 2 tag che identifichino le qualità morfologiche dell’artefatto.

Dinamico – tecnico

a) L’artefatto è composto da un unico pezzo o da più componenti? Se si Quali?

La lampada è composta da un profilo in alluminio portante, fissato alla base d’appoggio, cui sono agganciati un trasformatore elettronico 220 / 12 Volt, un interruttore con variatore di intensità, il fusibile, una sorgente luminosa alogena da 20 Watt 12 Volt; Tutti i componenti interni, realizzati secondo le norme di sicurezza, sono racchiusi in un involucro isolante in plastica che riduce il riscaldamento della lamiera che chiude il tutto definendo anche in parte la forma della lampada; l’elemento formale caratterizzante è però posto all’estremità superiore, un riflettore circolare in metallo con superficie specchiata (orientabile tramite una vite senza fine) che riflette, senza abbagliamenti, un fascio luminoso concentrato, proveniente dalla sorgente occultata all’interno della carrozzeria. Sul dorso della lampada è collocato l’interruttore con variatore d’intensità, di materiale plastico a forma bombata, per favorire la presa di pollice e indice.

Gli elementi sono distinguibili nell’esploso e per maggiore chiarezza abbiamo:

1) Specchio con supporto

2) Specchio, alluminio

3) Gibigiana 1, corpo in alluminio

3) Gibigiana 2, corpo in alluminio

4) Incastonatura GU4

5) Potenziometro 4,7 MOHM per trasformatore 35 W

5) Potenziometro 1,0 MOHM per trasformatore 20 W

6) Microinterruttore

7) Unità trasformatore – potenziometro

8) Interruttore rosso

b) Fa riferimento ad una geometria primitiva? Se si quale?

Nell’insieme Gibigiana è  costituita da più forme, ognuna delle quali però fa riferimento ad una geometria primitiva. Nel profilo soprattutto si possono scorgere un cerchio, un rettangolo e un triangolo nella parte superiore. Il corpo invece non è proprio riconducibile a una geometria primitiva, poiché ricorda un quadrilatero. Nell’insieme l’oggetto si configura come un oggetto complesso derivante dall’insieme di più forme unite tra loro che creano una certa dinamicità nella maniera in cui sono composte tra loro.

c) Comprende parti mobili (sportelli, cerniere, ecc..) o è un oggetto statico?

L’oggetto comprende parti mobili. Vi è l’interruttore sul retro che va su è giù, la rotellina nella parte superiore che serve a muovere lo specchio e la l’insieme degli elementi che creano la parte superiore che si muovono per creare fasci di luci differenti. Il corpo invece è statico.

d) Con quale tecnica produttiva sono realizzati i componenti dell’artefatto?

Gli elementi in plastica sono ottenuti tramite stampaggio, mentre per quanto riguarda il corpo si è scelto di utilizzare un profilo di allumino trafilato e tranciato, caratterizzato da una serie di alette sul retro per aumentare la dissipazione del calore. Questo poiché costa di meno la semplice tranciatura di un profilo trafilato ed è più veloce rispetto lo stampaggio.

e) Se composto da più parti, con quale tecnica sono assemblate le componenti principali dell’artefatto?

Gli elementi sono uniti tra loro da incastri di tipo snap-fit oppure tramite incastri a vite dove fosse stato necessario per aumentare la solidità e il fissaggio del pezzo. La parte isolante al profilo d’alluminio è fissata per incollaggio.

f) L’artefatto è disassemblabile in fase di dismissione dello stesso?

Le tipologie di assemblaggio permettono di disassemblare quasi totalmente i pezzi della lampada secondo i componenti tranne per quel che riguarda il profilo d’alluminio che è stato unito al rivestimento isolante tramite incollaggio.

g) L’artefatto è riciclabile/riutilizzabile?

I componenti dell’artefatto disassemblabili sono anche riciclabili.

Qualità espressivo/sensoriali

(rispondere in maniera discorsiva, max 500 parole, toccando i punti di seguito elencati, se rilevanti)

Indicare 2 tag che identifichino le qualità espressivo/sensoriali dell’artefatto.

FREDDO – GEOMETRICO

a) L’artefatto è composto da un unico materiale o da più materiali? Elencali.

L’artefatto è composto da vari materiali quali la lamiera d’alluminio, la parte isolante in plastica all’interno, i componenti in plastica dell’interruttore, la rondellina e il supporto allo specchio in plastica e lo specchio.

b) Ci sono componenti/parti progettate per entrare in contatto con l’utente?

L’interruttore e la rondellina sono progettate per entrare direttamente in contatto con l’utente. L’interruttore nel particolare è stato ideato con una forma leggermente bombata per facilitarne la presa tra pollice e indice.

c) Descrivi con 3 aggettivi le sensazioni veicolate dalla scelta del colore dell’artefatto

I colori originari di produzione erano il grigio tortora, il blu, il rosso metallizzato, in argento, grigio scuro e in bianco. Il grigio tortora era un colore molto caro a Castiglioni e per questo è ricorrente nei suoi progetti. Attualmente Gibigiana è in commercio solo nella versione grigio scuro metallizzato. Due elementi però spiccano per colore nell’artefatto: la rotellina che consente la rotazione dello specchietto e il dimmer collocato sul retro. Castiglioni decise di realizzare questi due elementi in una gradazione di fuxia , perché, come amava dire lo stesso Castiglioni, per dettagli di questo tipo “ghe voeur un colur un peu chipent”, in altre parole ci vuole un colore gradasso, sfacciato, un po’ appariscente. Che il fuxia od il rosso accesso venissero considerati colori appariscenti è abbastanza condiviso: sempre in milanese un’altra frase tipica è “cinc ghèi pusè ma rus” che significa “cinque lire di più ma che sia rosso”. Quest’espressione nasceva dall’immediato dopoguerra e fosse riferita al mercato dei tessuti popolari. Importati dall’America avevano una gamma cromatica strettamente legata al mercato militare con una conseguente mancanza di colori sgargianti,come il rosso che era considerato totalmente una rarità. In generale osservando la lampada le sensazioni ricevute sono quelle di freddezza, modernità e eleganza.

d) Descrivi con 3 aggettivi le sensazioni veicolate dalla scelta del materiale dell’artefatto

Liscezza – freddezza –  solidità

Qualità funzionali

(rispondere in maniera discorsiva, max 500 parole, toccando i punti di seguito elencati, se rilevanti)

Indicare 2 tag che identifichino le qualità funzionali dell’artefatto.

PRECISO – SEMPLICE

a) L’artefatto è finalizzato al raggiungimento di un risultato (funzione primaria)?Quale?

L’artefatto è stato concepito e realizzato per illuminare e facilitare la lettura in ambienti condivisi, come ad esempio la camera da letto di una coppia o di conviventi. Un aneddoto raccontato dallo stesso architetto Giovanna Castiglioni, figlia del Designer, afferma che Achille amava addormentarsi molto presto mentre sua moglie Irma era solita leggere fino a tardi, perciò Castiglioni ha sentito la necessità di ideare una lampada che permettesse a entrambi di poter essere comodi nella stessa camera da letto.

b) L’artefatto svolge più funzioni? Quale è la funzione principale, quali le secondarie/accessorie?

Illuminare per la lettura è la funzione primaria dell’oggetto che comunque ha altre funzioni. Può essere utilizzata anche per motivi di studio o di lavoro in contesti perciò diversi dalla camera da letto.

c) La comprensione della destinazione d’uso è chiara? (ergonomia cognitiva)

La comprensione della destinazione d’uso non è molto chiara. La lampada, costituita da vari pezzi disgiunti, di primo acchito può non sembrare una lampada, essendo differente dallo scenario delle lampade attuali, sorprendendo l’utente che vi si trova al cospetto.

d) L’utilizzo è facile e confortevole? (ergonomia formale)

L’utilizzo inizialmente spiazza l’utente, perché a differenza di molte altre lampade, statiche o con il braccio regolabile, il meccanismo di questa lampada, seppur riprenda un gioco comune dei bambini, ovvero quello dei riflessi con gli specchi o con l’orologio, è del tutto insolito per una lampada. Una volta appreso il funzionamento, che comunque è facilmente intuibile, utilizzare questa lampada diviene facile e divertente.

e) In che modo l’artefatto entra in relazione con la lettura o il supporto (libro, rivista..)? Lo coadiuva, lo influenza, lo condiziona, lo limita, lo ostacola… etc. ? (dettagliare 200 battute)

L’artefatto non entra in relazione direttamente con il libro bensì aiuta notevolmente chi si trova impegnato a leggere o a studiare. Infatti la luce direzionabile permette aumentare notevolmente la concentrazione di chi usa la lampada.

f) Viene usato in maniera individuale, in gruppo, o necessita di un numero di persone definito per poter essere utilizzato?

L‘artefatto è usato generalmente  in maniera individuale, e poiché permette di concentrare la luce in porzioni limitate di spazio, è fruibile solo in maniera individuale.

g) Si usa da solo o insieme ad altri artefatti (oggetti complementari?)

L’artefatto si usa da solo.

h) Può essere sostituito da altri oggetti che svolgono funzione analoga, simile (sostitutivi propri e impropri)?

La lampada Gibigiana può essere sostituita da segnalibro luminosi, piccole lampade da lettura, oppure più in generale da lampadari, lampade da terra o qualsiasi oggetto possa illuminare le pagine del libro.

i) E’ un artefatto che può essere autoprodotto o personalizzato?

L’artefatto difficilmente può essere autoprodotto, potrebbe essere invece personalizzato apponendovi degli stickers o modificandone il colore, ma sarebbe un sacrilegio cambiare l’apparenza di un così bel prodotto.

j) Ha usi impropri?

Nessun uso improprio, al massimo potrebbe essere utilizzato dai bambini per giocare con i fasci luminosi, quasi fossero i fasci di luce riflessa con cui si gioca con l’orologio.

k) Esistono quante e quali varianti (funzionali: bambini/anziani, culturali: oriente/occidente) di questo artefatto? In cosa differiscono tra loro?

Non esistono varianti.

l) L’artefatto richiede una competenza specifica per essere usato? Quale?

Nessuna competenza specifica

m) Viene utilizzato in un contesto specifico? Quale?

Può essere utilizzato sia in uffici, sia su scrivanie anche se trova la sua perfetta collocazione sul comodino di una camera da letto

n) Si utilizza in pubblico o in privato?

Nata per essere utilizzata in contesti privati, trova una perfetta collocazione anche in contesti pubblici

o) Quanto tempo richiede il suo utilizzo?

Questo varia dalla voglia e dal tempo che si ha a disposizione per leggere o studiare.

p) Quali sono gli aspetti positivi di questo artefatto? E quelli negativi?

Gli aspetti positivi sono che risolve meravigliosamente la funzione per cui è nato, permettere la lettura in una camera da letto condivisa da almeno 2 persone senza disturbare. Questa funzione però si rivela un po’ castrante per la lampada stessa che perciò può venire utilizzata da solo una persona, e se quindi si trova in uno studio o su di una scrivania permette la fruizione da parte di una singola persona ostacolando lavori di gruppo.

q) Come questo artefatto potrebbe essere migliorato, reso più fruibile, più piacevole, più efficace, anche per un bacino di utenza più esteso (persone diversamente abili, di differenti nazionalità/etnie/religioni, etc…?)

Il bacino d’utenza della lampada è già pensato nei confronti di un target esteso.

r) E’ un artefatto che implica un coinvolgimento mentale?

No, non implica nessun tipo di coinvolgimento.

s) L’artefatto è finalizzato alla modifica del supporto/contesto? In modo reversibile o irreversibile?

No, l’artefatto non modifica il contesto. Lo illumina provvisoriamente.

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