FRANKENFONT – libro

Scheda ARTEFATTI

Nome artefatto: Frankenfont
Tipologia di appartenenza: libro
Produttore: Fathom
Designer: studio Fathom
Anno e luogo di produzione (se reperibile): 2011, Boston (U.S.A.)
Dimensioni: circa 21 cm x 15 cm x 2 cm
Costo di produzione (se reperibile): –
Prezzo al pubblico/gratuità (se reperibile): paperback (brossura) 25 $, hardcover (rilegato) 40 $

Individuare a quale categoria appartiene l’artefatto

b) Da utilizzare durante
la lettura

1)Almeno 3 immagini

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2)Descrivere l’artefatto nel momento del suo utilizzo/applicazione, , evidenziando in particolare l’aspetto più strettamente legato alla lettura (500 parole max)

Frankenfont” è un progetto del team di Fathom, della celebre azienda americana, che consiste in una ristampa del libro Frankenstein di Mary Shelley, utilizzando un carattere di stampa che riprenda ed evochi il contenuto del libro, utilizzando font differenti presi da diversi file in internet.

La funzione primaria dell’artefatto è quella di riprodurre visivamente e a primo impatto il contenuto del libro, senza l’utilizzo di immagini: la storia del dottor Frankenstein, geniale quanto folle scienziato, deciso a creare un essere perfetto, assemblando parti del corpo di differenti individui. Il risultato drammatico è una delle metafore migliori del rapporto con i limiti della tecnologia che la modernità abbia mai sviluppato.

Il team di Fathom ha deciso di applicare l’idea base della storia al progetto (“The Frankenfont”), una versione rivisitata del libro di Mary Shelley: per ciascuna delle parole contenute nel libro è stata effettuata una ricerca in internet (utilizzando l’API Yahoo! Search) solo tra i file in formato PDF e sono stati utilizzati i caratteri in base alla loro frequenza di utilizzo. I caratteri più comuni sono impiegati all’inizio del libro, per poi lasciare spazio alle più grottesche verso il finale.

Il progetto ha uno scopo di beneficenza: il ricavato è destinato alla Donoros Choose per l’acquisto di libri da donare alle scuole.

Il progetto agisce sul supporto libro, modificandone l’aspetto e traslando il contenuto del racconto in immagine. Entra in relazione con la lettura, poiché ne modifica l’azione coinvolgendo, oltre che l’immaginazione, una suggestione visiva. L’aspetto del supporto è finalizzato ad esprimere qualità espressivo-percettive anche nell’utilizzo dei colori e dei materiali: colori scuri e materiali ruvidi trasmettono al libro un senso di drammaticità e cupezza, che si sviluppano in un ambiente notturno. Influenza la lettura, sia da un punto di vista concettuale, aiutando il lettore ad immergersi nel racconto ricreando un ambiente evocativo, sia dal punto di vista pratico, in quanto nelle ultime pagine la lettura del racconto è limitata e, a volte, ostacolata dall’utilizzo di font di difficile comprensione.

 

3) indicare tre aggettivi che caratterizzano l’artefatto

concettuale, visivo, contenutistico

4) Individuare e descrivere le seguenti caratteristiche dell’artefatto.

Qualità morfologiche

eterogeneo, mutabile

L’artefatto, essendo un libro, è composto da più componenti (punto a): la copertina, le pagine ed il testo stampato su di esse. Questo progetto interviene su quest’ultimo aspetto, modificando il carattere (font) con cui è scritto il libro e in cui è stampato il testo. All’esterno presenta una geometria primitiva (rettangolo)(b), il cui rigore all’interno sfuma nei più svariati caratteri, lasciando spazio a forme grottesche.

Il libro è un oggetto tutt’altro che statico (punto c), in quanto presenta parti mobili al suo interno: le pagine, stampate su carta, possono essere sfogliate facendo perno sul lato centrale di ognuna di esse (fulcro – cerniera), cucito insieme per assemblare le componenti principali dell’artefatto (pagine)(e); le pagine sono contenute e protette da una copertina, in materiale più rigido, la cui facciata ed il retro possono ruotare attorno alla linea della cucitura al suo interno, consentendo di sfogliare le pagine. La copertina può essere congiunta alle pagine tramite due tecniche: la brossura e la rilegatura.

Le componenti dell’artefatto sono realizzate con la stessa tecnica per produrre i fogli di carta (d) (partendo dal legno degli alberi: spappolamento, sbiancamento, formazione del foglio e pressatura, trattamenti superficiali, essiccamento, altri trattamenti; in caso di utilizzo do carta riciclata il processo è differente), per quanto riguarda le pagine; la copertina è costituita di un cartone più spesso e resistente, rivestito da una skin di colore nero, texturizzata. La cucitura tra le pagine è facilmente disassemblabile (f), mentre la brossura e la rilegatura rendono più difficoltosa la separazione tra pagine e copertina; l’artefatto è riciclabile (g)(dividendo i diversi tipi di carta), e, comunque, dopo la lettura è riutilizzabile.

Qualità espressivo/sensoriali

espressivo-contenutistico, immediato

L’artefatto è composto da più materiali (a): si va dalla carta delle pagina, al cartone e rivestimento texturizzato adesivo della copertina, fino all’inchiostro utilizzato per stampare i caratteri e lo spago per tenere unite le pagine. Tutte queste componenti, con la sola esclusione dello spago, entrano spesso in contatto con l’utente (b), poiché sono progettate per essere sfogliate (pagine) o per consentire la presa del libro e di sorreggere lo stesso, senza che si rovini (copertina).

La copertina in cartone rigido è rivestita da una skin nera, evocativa del contenuto tetro e “mostruoso” del libro (Frankenstein di Mary Shelley), ripreso nel tema di un cielo notturno (punto c).

(d) Il materiale con cui è costituito il rivestimento è morbido, contrapposto alla ruvidità delle pagine all’interno (ruvido); le sensazioni veicolate dalla scelta del font (lavoro principale sull’artefatto), sono evocative del contenuto della storia narrata: il dottor Frankenstein decide di dar vita a una creatura, assemblando parti del corpo di differenti individui, ottenendo un risultato drammatico, appunto ripreso dall’immagine visiva con cui si presenta il testo, suggestivo di questo aspetto.

Qualità funzionali

evocativo, visivo (traslare dall’immaginazione all’immagine)

La funzione primaria (a) dell’artefatto è quella di riprodurre visivamente e a primo impatto (punto c) il contenuto del libro, senza l’utilizzo di immagini: la storia del dottor Frankenstein, geniale quanto folle scienziato, deciso a creare un essere perfetto, assemblando parti del corpo di differenti individui. Il risultato drammatico è una delle metafore migliori del rapporto con i limiti della tecnologia che la modernità abbia mai sviluppato.

Il team di Fathom ha deciso di applicare l’idea base della storia al progetto (“The Frankenfont”), una versione rivisitata del libro di Mary Shelley: per ciascuna delle parole contenute nel libro è stata effettuata una ricerca in internet (utilizzando l’API Yahoo! Search) solo tra i file in formato PDF e sono stati utilizzati i caratteri in base alla loro frequenza di utilizzo. I caratteri più comuni sono impiegati all’inizio del libro, per poi lasciare spazio alle più grottesche verso il finale. Questa operazione (funzione accessoria) non è chiara alla vista del libro (c), nel caso non si sia a conoscenza del metodo utilizzato; inoltre, nelle pagine finali la lettura è resa difficoltosa dall’utilizzo di alcuni font di difficile comprensione (d).

Il progetto ha uno scopo di beneficenza: il ricavato è destinato alla Donoros Choose per l’acquisto di libri da donare alle scuole.

(punto e) Il progetto agisce sul supporto libro, modificandone l’aspetto e traslando il contenuto del racconto in immagine. Entra in relazione con la lettura, poiché ne modifica l’azione coinvolgendo, oltre che l’immaginazione, una suggestione visiva. L’aspetto del supporto è finalizzato ad esprimere qualità espressivo-percettive anche nell’utilizzo dei colori e dei materiali: colori scuri e materiali ruvidi trasmettono al libro un senso di drammaticità e cupezza, che si sviluppano in un ambiente notturno. Influenza la lettura, sia da un punto di vista concettuale, aiutando il lettore ad immergersi nel racconto ricreando un ambiente evocativo, sia dal punto di vista pratico, in quanto nelle ultime pagine la lettura del racconto è limitata e, a volte, ostacolata dall’utilizzo di font di difficile comprensione.

Il libro può essere utilizzato singolarmente (f), senza l’utilizzo di altri artefatti (se quelli che non modificano il supporto-occhiali, segnalibro) che ne modificherebbero la resa visiva, andando a limitare la resa del progetto.

In alternativa al libro (punto h) è possibile vedere il film, concetto a cui il progetto stesso tende, fornendo al lettore un supporto visivo, oltre all’immaginazione.

L’artefatto è autoprodotto da Fathom (i), in quanto basta delegare la stampa e rilegatura a chi di competenza. Esistono due varianti (punto k): una hardcover (rilegata) e una in paperback (brossura). Non viene utilizzato in un contesto specifico (m), può essere letto sia in pubblico sia in privato (n) per una durata che può variare a seconda del contesto in cui ci si trova o della situazione (o).

Gli aspetti positivi di questo libro (p) sono il trasportare il contenuto astratto del libro in immagine visiva concreta, agendo sul carattere di stampa (font), modificandolo in modo irreversibile (s) e facilitando il coinvolgimento del lettore. L’aspetto negativo è dato dal fatto che non sia specificato e di immediata comprensione, il metodo svolto per produrlo. Poiché è un artefatto che implica un coinvolgimento mentale (punto r), potrebbe essere reso più fruibile e più piacevole (q), fornendo insieme al libro una spiegazione del metodo con cui è stato pensato e progettato, rendendone più facile la comprensione riguardo al pensiero che ci sta dietro e facendo sì che sia più apprezzabile la lettura.

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