Salkim – book hanger

Nome artefatto: Salkim
Tipologia di appartenenza: Appendilibri.
Produttore: Das Rote Paket
Designer: Unal e Boler
Anno e luogo di produzione: 2009
Dimensioni:  c.a 30×20 cm
Costo di produzione: n.a
Prezzo al pubblico/gratuità: 19,50 € a modulo.

Individuare a quale categoria appartiene l’artefatto

a) Contenere / conservare
prima o dopo la lettura

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Descrivere l’artefatto nel momento del suo utilizzo/applicazione, , evidenziando in particolare l’aspetto più strettamente legato alla lettura

E’ una rivisitazione della libreria: al posto di appoggiare i libri in comparti chiusi dove è solo visibile la copertina, si “appendono” in questi moduli componibili, che in quantità creano un’interessante griglia (utile per organizzare i propri volumi); i libri rimangono molto più visibili, nella loro forma e colore e restano “appesi” soggetti a passaggi di corrente e movimento.

La libreria è in qualche modo smaterializzata, lasciando protagonisti soltanto i libri.

Indicare tre aggettivi che caratterizzano l’artefatto

Discreto, ordinato, minimale.

Individuare e descrivere le seguenti caratteristiche dell’artefatto.

Qualità morfologiche

Lineare – sottile

a) L’artefatto è composto da un unico pezzo o da più componenti? Se si Quali?

Il modulo è composto da un pezzo unico.

b) Fa riferimento ad una geometria primitiva? Se si quale?

Fa riferimento al rettangolo, visto frontalmente.

c) Comprende parti mobili (sportelli, cerniere, ecc..) o è un oggetto statico?

Il solo modulo potrebbe essere considerato statico, senza parti mobili, ma tutta la libreria che si viene a creare aggiungendo moduli risulta molto mobile e composta da x appendini.

d) Con quale tecnica produttiva sono realizzati i componenti dell’artefatto?

Piegatura di tubolare metallico.

e) Se composto da più parti, con quale tecnica sono assemblate le componenti principali dell’artefatto?

Sempre considerando la libreria creata da più moduli come oggetto, i vari appendini sono assemblati in modo non permanente semplicemente agganciati fra di loro.

f) L’artefatto è disassemblabile in fase di dismissione dello stesso?

Si.

g) L’artefatto è riciclabile/riutilizzabile?

Si.

Qualità espressivo/sensoriali

Leggerezza – ordine

a) L’artefatto è composto da un unico materiale o da più materiali? Elencali.

E’ composto da solo acciaio.

b) Ci sono componenti/parti progettate per entrare in contatto con l’utente?

Non progettate appositamente.

c) Descrivi con 3 aggettivi le sensazioni veicolate dalla scelta del colore dell’artefatto

Il colore dell’artefatto è “naturale”, nel senso che non è stato scelto, ma affidato al materiale in questione: l’acciaio. Il grigio metallico quindi rimane “nascosto” e appartato, unito alla forma esile e alla disposizione in griglia, crea una situazione di calma ma nulla più.

Qualità funzionali

Appeso – flottante

a) L’artefatto è finalizzato al raggiungimento di un risultato (funzione primaria)?Quale?

Riporre e tenere in ordine i libri.

b) L’artefatto svolge più funzioni? Quale è la funzione principale, quali le secondarie/accessorie?

L’oggetto svolge la sola funzione di tenere su i libri.

c) La comprensione della destinazione d’uso è chiara? (ergonomia cognitiva)

Teoricamente se si spoglia di ogni libro, non è così immediata; i moduli mantengono una certa somiglianza con dei comuni appendini, perciò possono essere scambiati per appendini “speciali” o “inusuali”. Con anche un solo libro appeso la funzione diventa subito chiara.

d) L’utilizzo è facile e confortevole? (ergonomia formale)

Si.

e) In che modo l’artefatto entra in relazione con la lettura o il supporto (libro, rivista..)? Lo coadiuva, lo influenza, lo condiziona, lo limita, lo ostacola… etc. ? (dettagliare 200 battute)

Non entra in azione direttamente con la lettura, ma la scelta del libro cambia radicalmente; al posto che scorrere file di rilegature, si ha una percezione a tutto tondo dei volumi, influenza magari la scelta.

f) Viene usato in maniera individuale, in gruppo, o necessita di un numero di persone definito per poter essere utilizzato?

Viene usato anche da più persone, ma ognuno in modo individuale.

g) Si usa da solo o insieme ad altri artefatti (oggetti complementari?)

Senza libri riposti, perde di ergonomia cognitiva, perciò il libro può essere considerato complementare.

h) Può essere sostituito da altri oggetti che svolgono funzione analoga, simile (sostitutivi propri e impropri)?

Non da oggetti di comune impiego.

i) E’ un artefatto che può essere autoprodotto o personalizzato?

Si, essendo molto semplice da piegare un tubolare così sottile e dalla forma elementare.

j) Ha usi impropri?

Ci si può appendere dei peperoncini, a secondo della cultura in cui viene inserito.

k) Esistono quante e quali varianti (funzionali: bambini/anziani, culturali: oriente/occidente) di questo artefatto? In cosa differiscono tra loro?

Ci saranno degli appendini più grossi…

l) L’artefatto richiede una competenza specifica per essere usato? Quale?

Essere sufficientemente accorti da non far cadere tutto.

m) Viene utilizzato in un contesto specifico? Quale?

In casa o in un luogo pubblico dove ci sia ragione di esporre dei libri.

n) Si utilizza in pubblico o in privato?

Entrambi.

o) Quanto tempo richiede il suo utilizzo?

Un sacco.

p) Quali sono gli aspetti positivi di questo artefatto? E quelli negativi?

E’ molto piacevole alla vista, soprattutto se la composizione modulare è molto estesa; ha un concetto interessante alle spalle. Purtroppo sacrifica funzionalità e capacità di carico.

r) E’ un artefatto che implica un coinvolgimento mentale?

Può darsi………

s) L’artefatto è finalizzato alla modifica del supporto/contesto? In modo reversibile o irreversibile?

No.

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