Chalkboard Magazine Holder

Scheda ARTEFATTI
Nome artefatto: CHALKBOARD MAGAZINE HOLDER
Tipologia di appartenenza: RACCOGLITORE RIGIDO PER FOGLI E DOCUMENTI
Produttore: CB2
Designer: CB2
Anno e luogo di produzione (se reperibile): 20–, TAIWAN
Dimensioni: USA INCH: 4.5” Wx10.25” Dx11.5” h – EU: 29x26x11,5 cm
Costo di produzione (se reperibile):
Prezzo al pubblico/gratuità (se reperibile): 15,29 Euro
Individuare a quale categoria appartiene l’artefatto
a) Contenere / conservare prima o dopo la lettura
1)Almeno 3 immagini

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2)Descrivere l’artefatto nel momento del suo utilizzo/applicazione, evidenziando in particolare l’aspetto più strettamente legato alla lettura (500 parole max)
Questo portadocumenti svolge la funzione del raccogliere fogli e altro materiale cartaceo, di dimensioni preferibilmente standard (A4) già letto, analizzato e catalogato. Non è un divisore minuto: al suo interno si possono creare delle ulteriori sottocategorie mediante divisori aggiuntivi. L’artefatto viene usato principalmente in casa e in ufficio ed è personalizzabile a seconda del contesto: le “pareti” sono delle lavagne sulle quali è possibile scrivere, annotare e disegnare mediante dei gessetti il contenuto del raccoglitore o frasi, pensieri, promemoria per altre persone…
Il raccoglitore ha anche la funzione del proteggere e conservare i documenti, riviste o giornali e di renderli disponibili per una facile consultazione. Essendo costituito da materiali resistenti, questo artefatto garantisce buona protezione esterna al contenuto.
3) indicare tre aggettivi che caratterizzano l’artefatto
inusuale – resistente – stimolante
4) Individuare e descrivere le seguenti caratteristiche dell’artefatto.
Qualità morfologiche
Rispondere in maniera discorsiva (max 500 parole) toccando i punti di seguito elencati, se rilevanti. Indicare 2 tag che identifichino le qualità morfologiche dell’artefatto.

a) L’artefatto è composto da un unico pezzo o da più componenti? Se si Quali?
b) Fa riferimento ad una geometria primitiva? Se si quale?
c) Comprende parti mobili (sportelli, cerniere, ecc..) o è un oggetto statico?
d) Con quale tecnica produttiva sono realizzati i componenti dell’artefatto?
e) Se composto da più parti, con quale tecnica sono assemblate le componenti principali dell’artefatto?
f) L’artefatto è disassemblabile in fase di dismissione dello stesso?
g) L’artefatto è riciclabile/riutilizzabile?
Il materiale portante di questo raccoglitore è il legno truciolare che ne forma la struttura: sono 5 pannelli sottili fustellati ed incollati assieme.
La superficie esterna dell’oggetto è rivestita da uno strato di smalto porcellanato (che sostituisce l’ardesia come materiale innovativo per la produzione delle lavagne: meno pesante e meno fragile). Questo si ottiene fondendolo sull’acciaio in lastre sottilissime, che vengono poi incollate sopra il legno della struttura.
La forma complessiva dell’artefatto richiama un parallelepipedo trapezoidale a base rettangolare.
È un oggetto unico che può essere spostato cosi com’è e non presenta parti mobili. Il gessetto annesso è una “parte” distaccata mobile che ne completa una la funzione.
Le tecniche produttive per realizzarne i componenti sono:
Materiale principale: pannelli in fibra di legno composti di trucioli risultanti dallo scarto delle lavorazioni del legno. Impastati con colla e pressati, fustellati. Incollati insieme nella forma finale.
Strato esterno di smalto porcellanato: rivestimento vetroso inorganico, fuso all’acciaio alla temperatura di ca. 800-850°C. “Segnabile” mediante gessetti. Incollaggio dello strato alla struttura portante.
Gessetto per scrivere: sali di calcio cotti e pressati.
Per assemblare la componenti principali del raccoglitore vengono usate colle.
Purtroppo, essendo questo un oggetto inconsueto, non esiste una pianificazione della sua dismissione: i legami collosi e di fusione rendono i diversi materiali uniti tra loro inscindibilmente. Forse non si è cercata una soluzione perché dal punto di vista economico non è interessante recuperare materiali come il truciolato e la quantità d’acciaio presente è trascurabile.
Questo raccoglitore non è quindi riciclabile: si parla di materiali accoppiati. Tuttavia la progettazione di questo artefatto è stata fatta in modo da prolungarne il più possibile l’esistenza: è un raccoglitore resistente e divertente pensato per durare a lungo, essendo anche mutabile in facciata esterna.
Qualità espressivo/sensoriali
(rispondere in maniera discorsiva, max 500 parole, toccando i punti di seguito elencati, se rilevanti). Indicare 2 tag che identifichino le qualità espressivo/sensoriali dell’artefatto.

a) L’artefatto è composto da un unico materiale o da più materiali? Elencali.
b) Ci sono componenti/parti progettate per entrare in contatto con l’utente?
c) Descrivi con 3 aggettivi le sensazioni veicolate dalla scelta del colore dell’artefatto
d) Descrivi con 3 aggettivi le sensazioni veicolate dalla scelta del materiale dell’artefatto
Il raccoglitore è composto principalmente da pannelli in fibra di legno truciolare e da uno strato sottile di smalto porcellanato che riveste le pareti laterali; in allegato viene fornito un gessetto per scriverci sopra.
Tutto l’artefatto viene a contatto con l’utente, nel senso che viene maneggiato interamente (spostato, sollevato…) ma principalmente l’esterno viene in contatto con le mani, che impugnano anche il gessetto per scrivere ed una eventuale spugna/straccio per cancellare o pulire l’oggetto.
Il colore può essere descritto con gli aggettivi: vincolato (alla consuetudine del colore delle lavagne), caldo, rievocativo. Il materiale invece è famigliare, ordinato, interattivo.
Qualità funzionali
(rispondere in maniera discorsiva, max 500 parole, toccando i punti di seguito elencati, se rilevanti). Indicare 2 tag che identifichino le qualità funzionali dell’artefatto.

a) L’artefatto è finalizzato al raggiungimento di un risultato (funzione primaria)?Quale?
b) L’artefatto svolge più funzioni? Quale è la funzione principale, quali le secondarie/accessorie?
c) La comprensione della destinazione d’uso è chiara? (ergonomia cognitiva)
d) L’utilizzo è facile e confortevole? (ergonomia formale)
e) In che modo l’artefatto entra in relazione con la lettura o il supporto (libro, rivista..)? Lo coadiuva, lo influenza, lo condiziona, lo limita, lo ostacola… etc. ? (dettagliare 200 battute)
f) Viene usato in maniera individuale, in gruppo, o necessita di un numero di persone definito per poter essere utilizzato?
g) Si usa da solo o insieme ad altri artefatti (oggetti complementari?)
h) Può essere sostituito da altri oggetti che svolgono funzione analoga, simile (sostitutivi propri e impropri)?
i) E’ un artefatto che può essere autoprodotto o personalizzato?
j) Ha usi impropri?
k) Esistono quante e quali varianti (funzionali: bambini/anziani, culturali: oriente/occidente) di questo artefatto? In cosa differiscono tra loro?
l) L’artefatto richiede una competenza specifica per essere usato? Quale?
m) Viene utilizzato in un contesto specifico? Quale?
n) Si utilizza in pubblico o in privato?
o) Quanto tempo richiede il suo utilizzo?
p) Quali sono gli aspetti positivi di questo artefatto? E quelli negativi?
q) Come questo artefatto potrebbe essere migliorato, reso più fruibile, più piacevole, più efficace, anche per un bacino di utenza più esteso (persone diversamente abili, di differenti nazionalità/etnie/religioni, etc…?)
r) E’ un artefatto che implica un coinvolgimento mentale?
s) L’artefatto è finalizzato alla modifica del supporto/contesto? In modo reversibile o irreversibile?
La sua funzione primaria è quella di raccogliere ed ev. catalogare il materiale cartaceo formato A4, permettendo una personalizzazione dell’esterno tramite la calligrafia o disegni dell’utente. Il raccoglitore poi può essere posizionato su un ripiano, accostabile ad altri classificatori od oggetti simili (ad es. della stessa linea commerciale) che completano la catalogazione di materiale diverso, di diverso formato.
L’artefatto svolge più funzioni, la cui principale è di raccogliere il materiale dell’utente. La funzione uso secondaria, che in questo artefatto potrebbe “superare” la prima per inusualità e divertimento, è la personalizzazione e la fruibilità delle pareti per disegnare o scrivere, non solo il contenuto dell’artefatto, ma lasciando libertà alla fantasia. Anche la funzione evocativa della memoria dell’infanzia ha un ruolo importante in questo oggetto. Si può infine usarlo come divisore della scrivania, come fermaporte o finestre…
L’oggetto in questione ha la qualità d’essere immediatamente comprensibile all’uso in tutte le sue funzioni, appoggiandosi alla memoria degli utenti per la lavagna (solitamente chi fa uso del raccoglitore ha ricevuto o sta ricevendo un’istruzione scolastica). È facile da maneggiare e non troppo pesante per un adulto, grazie appunto alla sostituzione dello smalto con l’ardesia.
L’utilizzo del raccoglitore di per sé è facile; le lavagnette, al contrario, potrebbero risultare scomode per scrivere se posizionate in verticale (posizione originale): il raccoglitore andrebbe inclinato e/o sollevato per poterci scrivere sopra in modo più confortevole senza torcere eccessivamente il braccio e la mano.
Il raccoglitore solitamente coadiuva la “post-lettura” infatti serve a raccogliere, conservare, rendere reperibili anche da terzi le informazioni o i dati contenuti. Trattandosi di un raccoglitore A4 largo e spazioso, può accogliere anche del materiale non ancora letto, come riviste o documenti da esaminare: questo fatto è incentivato dallo “scambio di informazioni” a carattere personale sulle pareti: “leggimi!” sembrano ammiccare.
Il fattore divertente è che può essere usato come tramite per comunicare tra più soggetti informazioni non direttamente inerenti al contenuto. Solitamente però i raccoglitori sono oggetti personali, usati singolarmente per contenere il proprio materiale. In secondo luogo, dipende dal contesto: se lo si pone in un luogo pubblico, varie persone possono attingere al contenuto e ad interagire con lo stesso, se dotati di gessetto. Ideale per combinare scherzetti.
Si usa insieme ad altri artefatti: per espletare la sua funzione principale “necessita” di materiale cartaceo da contenere. Lo si può accostare ad altri raccoglitori, e in questo caso la ditta propone una serie di oggetti complementari per la catalogazione: uno scatolone, un portapenne…sempre dotati di lavagna. Infine, per espletare la sua funzione uso secondaria, necessita di gessetti.
Al posto di questo artefatto particolare si possono usare dei raccoglitori comuni, oppure degli oggetti simili che svolgono la funzione analoga del contenere (cartellette, buste di plastica…sostitutivi propri) oppure degli scatoloni, dei nastri…(sostitutivi impropri). La funzione della lavagna per descriverne il contenuto può essere sostituita con etichette, post-it, o con lo scrivere direttamente sul supporto. Se invece ci serve solo la lavagna, possiamo usarne una propria, oppure una di quelle di plastica bianche, o ancora, dei fogli…
Difficilmente si può autoprodurre questo oggetto nel suo insieme (tecniche di lavorazione complesse) ma possiamo appunto sostituirlo con oggetti separati (lavagna E raccoglitore). La personalizzazione invece è la chiave del prodotto: lo si può modificare nell’aspetto esterno, con gli appositi gessetti e la propria “mano”.
Non ha necessariamente degli usi impropri, a meno che non decidiamo di collocarci del contenuto improprio. Gli usi secondari sono quelli che gli diamo noi di volta in volta a seconda delle esigenze (fermaporte…).
Esiste un modello solo, impostato sull’unità di misura USA: infatti non è esattamente atto a contenere fogli A4, è leggermente più grande. Questo fatto però ne permette la commercializzazione anche in Europa (principalmente tramite internet), infatti le misure ed il prezzo sono tradotti sul sito in Cm ed Euro.
Per essere usato, l’artefatto richiede le normali funzionalità manuali o motorie (andarlo a prendere, sollevarlo, inclinarlo, scriverci / disegnarci sopra); è tuttavia un po’ pesante per un bambino o un anziano e va maneggiato con un po’ di attenzione.
I raccoglitori vengono utilizzati generalmente in un contesto “istruito” ed “adulto”: per usufruirne serve la capacità del saper leggere, catalogare, scrivere o disegnare. Li si adopera nell’ambiente chiuso dell’ufficio, delle scuole, dell’abitazione domestica…
Li si può conservare sia in un ambiente pubblico che in uno privato, dall’ufficio (come detto) alla sala d’aspetto, fino al soggiorno privato. Dipende dall’orientamento dell’utente e dalle sue necessità d’utlizzo.
Parlando di tempistica, riporre i documenti all’interno del raccoglitore richiede pochi attimi, cercare o prelevare qualcosa può richiedere qualche istante di ricerca in più, abbreviato dal fatto che il suo contenuto si presume già “in ordine” e reperibile facilmente. Per segnare qualcosa sui lati o ripulirlo si può parlare di qualche minuto.

Aspetti positivi: è un oggetto amichevole, che rende più divertente e personale un’azione “noiosa” come quella del catalogare o il semplice fatto di contenere documenti o riviste. È immediatamente riconoscibile per l’aspetto e il materiale particolare, straniante. È resistente. Non si rompe facilmente.
Aspetti negativi: è un po’ pesante: se cade può danneggiare gli oggetti sottostanti o può essere difficoltoso da maneggiare; può richiedere pulizia più ricorrente rispetto ad un catalogatore normale e può essere oggetto di “scherzetti” (alterazione del testo da parte di terzi). Si serve unicamente di gessetti per scriverci, non sempre reperibili. Non è trasportabile. Non è riciclabile. La polvere del gesso può sporcare.

Per rendere il raccoglitore fruibile da un bacino d’utenza più ampio si può intervenire su molti punti: alleggerendolo, rendendolo trasportabile (ad es. per gli studenti), diminuendo le dimensioni al necessario: si potrebbe intervenire sui materiali (sostituirli) sui colori (diverse varianti) sugli strumenti per la scrittura (ampliarli) e a renderlo “meno sporcante” (facilitare anche la cancellazione dei segni dalle pareti). In molti di questi casi, tuttavia, si andrebbe a perdere l’essenza stessa dell’oggetto e il suo richiamo sentimentale alla lavagna scolastica. Interventi sull’ergonomia e sulla posizione di scrittura.
Per utilizzare il raccoglitore serve un minimo coinvolgimento mentale: specialmente per la scrittura e per la fase di catalogazione serve coscienza di ciò che si sta facendo e abilità organizzative. Bisogna essere a conoscenza dei documenti che si stanno riponendo o di quello che si sta cercando. A dipendenza di ciò che si appone sulle facciate si usa abilità cognitiva, di formulazione e di scrittura / disegno.
Il raccoglitore non modifica i suoi contenuti, semmai li ordina; invece l’artefatto stesso è di per sé aggiornabile e parzialmente trasformabile di volta in volta. Una serie di questi oggetti posti in un ambiente può modificare l’organizzazione dello stesso dal punto di vista spaziale, visivo, e di interazione. Il contesto non è tuttavia modificato in modo permanente: è ricostituibile aggiungendo, rimuovendo, spostando i raccoglitori o disponendoli in maniera differente.

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