Teca – Cooper Hewitt Design Museum

Scheda ARTEFATTI

Nome artefatto: teca del “Cooper-Hewitt Design Museum” a New York
Tipologia di appartenenza: Teca
Produttore: Pentagram Design
Designer: Abbott Miller
Anno e luogo di produzione (se reperibile): 2009
Dimensioni: variabili
Costo di produzione (se reperibile): non reperibile.
Prezzo al pubblico/gratuità (se reperibile): non reperibile.

Individuare a quale categoria appartiene l’artefatto

a) Contenere / conservare
prima o dopo la lettura

 

   

1)Almeno 3 immagini

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2)Descrivere l’artefatto nel momento del suo utilizzo/applicazione, evidenziando in particolare l’aspetto più strettamente legato alla lettura (500 parole max)

Si tratta della teca presente nel museo “Cooper-Hewitt Design Museum” di New York appositamente studiata per tale collocazione. Durante l’allestimento di un’esposizione la teca viene aperta togliendo la barra metallica superiore e la copertura di vetro, ne viene modificato il contenuto e viene richiusa. In alcuni casi il piano d’appoggio può essere inclinato per trasformare la teca in pannello espositivo. All’interno di tale artefatto possono essere inseriti vari oggetti, tra i quali documenti scritti e di ognuno è posta una targhetta esplicativa a fianco. Il pubblico che visita il museo può leggere tutto il reperto e comprenderlo meglio attraverso la didascalia. La luce posta sulla struttura superiore illumina direttamente l’interno della teca consentendo di osservare i documenti storici senza rifrazioni o riflessi.

3) indicare tre aggettivi che caratterizzano l’artefatto

composto – puro – snello
4) Individuare e descrivere le seguenti caratteristiche dell’artefatto.

Qualità morfologiche

Rispondere in maniera discorsiva (max 500 parole) toccando i punti di seguito elencati, se rilevanti.

Indicare 2 tag che identifichino le qualità morfologiche dell’artefatto.

leggero – complesso

a) L’artefatto è composto da un unico pezzo o da più componenti? Se si Quali?
L’artefatto è composto da più componenti di differenti materiali. Si può riconoscere una struttura di sostegno composta da due gambe simmetriche in compensato collegate da una barra in alluminio. Ognuna delle gambe ha forma di “v” rovesciata a formare quattro punti d’appoggio totali. L’elemento di collegamento, caratterizzato dalla purezza della sua forma, incornicia superiormente l’artefatto e al suo interno vi è la luce LED che permette di illuminare meglio il contenuto della teca.

A metà dell’altezza totale è posto un perno visibile che collega la struttura al piano della teca. Quest’ultimo si compone di un fondo metallico dai bordi alti sul quale è posto un pannello di fiberboard bianco. Al di sopra di questo viene posizionata la copertura in vetro. Vi sono poi quattro elementi che collegano le gambe con l’asse del piano per aumentarne la stabilità.

b) Fa riferimento ad una geometria primitiva? Se si quale?
Si possono notare il parallelepipedo puro della teca sospeso grazie alla cornice rettangolare della struttura.

c) Comprende parti mobili (sportelli, cerniere, ecc..) o è un oggetto statico?
Vi sono più parti mobili: la prima è il vetro che copre la teca che, all’occorrenza, viene sollevato; la seconda è il piano d’appoggio inclinabile per mezzo di un perno visibile sulle due gambe e provvisto di varie regolazioni.

d) Con quale tecnica produttiva sono realizzati i componenti dell’artefatto?
Per quanto riguarda la struttura, le gambe sono ricavate incollando più fogli di legno a formare una lamina di compensato poi tagliata e incollata a due a due; la congiunzione è invece costituita da barre di alluminio riciclato, rifinite con un processo di termostampaggio a sublimazione diretta e fissate tra loro da viti. Il piano d’appoggio è composto da più parti metalliche tagliate e incollate e da una lastra di fiberboard. Sopra di essa vi è una copertura in vetro float saldato a formare la cupola. Gli altri componenti consistono nella piastra del perno tranciata da una lamina e quattro elementi di rafforzo estrusi e piegati.

e) Se composto da più parti, con quale tecnica sono assemblate le componenti principali dell’artefatto?

Le parti della struttura sono unite tra loro con viti e questa è fissata al piano per mezzo di un perno angolabile.

f) L’artefatto è disassemblabile in fase di dismissione dello stesso?
Risulta facilmente disassemblabile in quanto i singoli materiali sono trattati separatamente e sono riconoscibili nell’artefatto.

g) L’artefatto è riciclabile/riutilizzabile?

L’artefatto presenta parti separabili a seconda del materiale e riutilizzabili per altre produzioni. Bisogna considerare inoltre che è costituito da materiale riciclato.

Qualità espressivo/sensoriali

(rispondere in maniera discorsiva, max 500 parole, toccando i punti di seguito elencati, se rilevanti)

Indicare 2 tag che identifichino le qualità espressivo/sensoriali dell’artefatto.

naturale – neutro

a) L’artefatto è composto da un unico materiale o da più materiali? Elencali.

Si compone di: compensato, vetro, alluminio e ferro. Tutti sono perfettamente riconoscibili e separabili.

b) Ci sono componenti/parti progettate per entrare in contatto con l’utente?
Il vetro di copertura è l’unica parte che potrebbe entrare a contatto con l’utente mentre solo il personale addetto può maneggiare la teca modificandone il contenuto e inclinando il piano d’appoggio attraverso il meccanismo delle gambe.

c) Descrivi con 3 aggettivi le sensazioni veicolate dalla scelta del colore dell’artefatto
sobrio – asettico – incontaminato

d) Descrivi con 3 aggettivi le sensazioni veicolate dalla scelta del materiale dell’artefatto
puro – leggero- pulito

Qualità funzionali

(rispondere in maniera discorsiva, max 500 parole, toccando i punti di seguito elencati, se rilevanti)

Indicare 2 tag che identifichino le qualità funzionali dell’artefatto.

espositivo – pubblico

a) L’artefatto è finalizzato al raggiungimento di un risultato (funzione primaria)?Quale?
La funzione primaria dell’artefatto è quella di esporre il libro da ammirare per la sua importanza storica o estetica senza permetterne la lettura.

b) L’artefatto svolge più funzioni? Quale è la funzione principale, quali le secondarie/accessorie?
La teca svolge anche la funzione di conservare il materiale in atmosfera controllata e di impedirne il contatto con l’utente. Nell’artefatto è posta, inoltre, una lampada che permette di illuminarne il suo interno.

c) La comprensione della destinazione d’uso è chiara? (ergonomia cognitiva)
La comprensione è chiara in quanto il piano d’appoggio, chiuso dalla copertura in vetro, implica la conservazione di materiale di valore. La sua collocazione all’interno dell’ambiente museale è invece meno esplicita.

d) L’utilizzo è facile e confortevole? (ergonomia formale)
L’utilizzo quotidiano della teca non necessita di alcuna operazione se non l’accensione della luce svolta dal personale autorizzato. Le azioni di inserimento del materiale da conservare, invece, non sono semplici ma necessitano del sollevamento della teca.

e) In che modo l’artefatto entra in relazione con la lettura o il supporto (libro, rivista..)? Lo coadiuva, lo influenza, lo condiziona, lo limita, lo ostacola… etc. ? (dettagliare 200 battute)
La teca permette un’ottima conservazione dei supporti contenuti dando all’utente la possibilità di osservarli abbastanza da vicino. Allo stesso tempo la copertura in vetro, posta per svolgere tale funzione, impedisce la lettura del libro.

f) Viene usato in maniera individuale, in gruppo, o necessita di un numero di persone definito per poter essere utilizzato?
L’artefatto è utilizzato in genere da molte persone contemporaneamente in quanto appartiene ad un contesto di tipo museale.

g) Si usa da solo o insieme ad altri artefatti (oggetti complementari?)
Non vi sono oggetti complementari ma tutte le azioni necessarie sono svolte dall’oggetto stesso.

h) Può essere sostituito da altri oggetti che svolgono funzione analoga, simile (sostitutivi propri e impropri)?
Lo si può sostituire da altri tipi di teche, ma deve essere mantenuta la connotazione stilistica per non stravolgere l’ambiente.

i) E’ un artefatto che può essere autoprodotto o personalizzato?
Può essere personalizzato ponendo al suo interno del materiale e delle targhette esplicative.

j) Ha usi impropri?
Può essere tolta la copertura in vetro e inclinato di 90° il piano per utilizzare l’artefatto come bacheca.

k) Esistono quante e quali varianti (funzionali: bambini/anziani, culturali: oriente/occidente) di questo artefatto? In cosa differiscono tra loro?
Vi sono più varianti che differiscono per l’altezza della struttura portante, per la lunghezza o la larghezza del piano d’appoggio e per l’altezza della copertura in vetro. La presenza di varianti deriva dalla necessità di poter conservare diversi tipi di materiale.

l) L’artefatto richiede una competenza specifica per essere usato? Quale?
É necessario conoscere il metodo di assemblaggio e smontaggio dell’oggetto e il funzionamento del meccanismo di inclinazione. Per tale motivo queste operazioni sono svolte da personale specializzato.

m) Viene utilizzato in un contesto specifico? Quale?
L’artefatto è utilizzato nel contesto specifico del “Cooper Hewitt Design Museum” di New York.

n) Si utilizza in pubblico o in privato?
Si utilizza in pubblico.

o) Quanto tempo richiede il suo utilizzo?
Viene utilizzato quotidianamente 24 ore su 24 poiché non viene svuotato del suo contenuto se non per allestire una nuova esposizione.
p) Quali sono gli aspetti positivi di questo artefatto? E quelli negativi?
Aspetti positivi: semplicità delle forme e carattere naturale che donano un aspetto umano, impiego di materiali riciclati, snellezza che non lo fa predominare sul contenuto, luce superiore, varietà di dimensioni.

Aspetti negativi: operazioni di mobilitazione del vetro pericolose, luce diretta che accentua le ombre, utilizzo in un unico contesto specifico.

q) Come questo artefatto potrebbe essere migliorato, reso più fruibile, più piacevole, più efficace, anche per un bacino di utenza più esteso (persone diversamente abili, di differenti nazionalità/etnie/religioni, etc…?)
Comporre la copertura di vetro con parti separabili o maniglie per poter meglio riallestire lo spazio. Si potrebbe studiare un metodo per nascondere i fili della corrente della lampada e porre due lampade agli estremi così da diffondere meglio la luce. Per poterlo utilizzare in altri contesti si dovrebbe modificare il materiale delle gambe.

r) E’ un artefatto che implica un coinvolgimento mentale?
Non vi è coinvolgimento mentale.

s) L’artefatto è finalizzato alla modifica del supporto/contesto? In modo reversibile o irreversibile?

Non vi è alcuna modifica del supporto in quanto il fine dell’artefatto è la conservazione in buono stato del contenuto.

 

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