Tea Bag Coffin – Tazza – Gruppo11

Nome artefatto: Tea Bag Coffin
Tipologia di appartenenza: tazza da tè
Produttore: –
Designer: Jonas Trampedack
Anno e luogo di produzione (se reperibile): 2008
Dimensioni: 100x80x80 mm
Costo di produzione (se reperibile): –
Prezzo al pubblico/gratuità (se reperibile): –

Individuare a quale categoria appartiene l’artefatto

c) Artefatto complementare alla lettura

1)Almeno 3 immagini


 


2)Descrivere l’artefatto nel momento del suo utilizzo/applicazione, , evidenziando in particolare l’aspetto più strettamente legato alla lettura (500 parole max)

Dopo aver lasciato in infusione la bustina di tè nella tazza, invece di andare a buttarla la si lascia nel piattino; esso presenta un’apposita conca che permette l’alloggiamento della bustina, senza che questa sporchi il resto del piattino o il piano d’appoggio sul quale si sta bevendo mentre si legge.

In questo modo si preserva l’artefatto alla lettura da un possibile danneggiamento dovuto al tè in eccesso della bustina.

La bustina viene inoltre nascosta alla vista ogniqualvolta la tazza viene rimessa sul piattino, in modo pulito e ordinato.

3) Indicare tre aggettivi che caratterizzano l’artefatto

Ironico – Pulito – Classico (esteriormente)

4) Individuare e descrivere le seguenti caratteristiche dell’artefatto.

Qualità morfologiche

Rispondere in maniera discorsiva (max 500 parole) toccando i punti di seguito elencati, se rilevanti.

a) L’artefatto è composto da un unico pezzo o da più componenti? Se si Quali?

L’artefatto è composto da due componenti: la tazza e il piattino.

b) Fa riferimento ad una geometria primitiva? Se si quale?

Fa riferimento ad una forma cilindrica per la pazza e circolare per il piattino.

c) Comprende parti mobili (sportelli, cerniere, ecc..) o è un oggetto statico?

Le due componenti sono statiche, costituite ciascuna da un unico pezzo.

d) Con quale tecnica produttiva sono realizzati i componenti dell’artefatto?

Per realizzare la tazza viene prima lavorato un impasto d’argilla modellata su uno stampo, essiccata e poi cotta.

Si passa poi alle finiture superficiali e alla smaltatura.

e) Se composto da più parti, con quale tecnica sono assemblate le componenti principali dell’artefatto?

Le due parti vengono vendute insieme, ma non sono assemblate l’una con l’altra.

f) L’artefatto è disassemblabile in fase di dismissione dello stesso?

Non essendo assemblato con giunti, viti o altro le due componenti possono essere considerate già due parti separate.

g) L’artefatto è riciclabile/riutilizzabile?

La porcellana di cui è fatto non è riciclabile, non può essere riplasmata per fare altri oggetti.

Qualità espressivo/sensoriali

(rispondere in maniera discorsiva, max 500 parole, toccando i punti di seguito elencati, se rilevanti)

a) L’artefatto è composto da un unico materiale o da più materiali? Elencali.

L’artefatto è costituito da porcellana.

b) Ci sono componenti/parti progettate per entrare in contatto con l’utente?

La tazza ha un manico per agevolare l’utente nel trasportarla e inclinarla, il piattino invece presenta una conca per raccogliere la bustina di tè utilizzata e anch’esso può essere agevolmente impugnato.

c) Descrivi con 3 aggettivi le sensazioni veicolate dalla scelta del colore dell’artefatto

Pulizia – Classicità – Essenzialità

d) Descrivi con 3 aggettivi le sensazioni veicolate dalla scelta del materiale dell’artefatto

Preziosità – Igiene – Fragilità

Qualità funzionali

(rispondere in maniera discorsiva, max 500 parole, toccando i punti di seguito elencati, se rilevanti)

a) L’artefatto è finalizzato al raggiungimento di un risultato (funzione primaria)?Quale?

La funzione primaria della tazza è permettere all’utente di bere tè caldo senza scottarsi.

b) L’artefatto svolge più funzioni? Quale è la funzione principale, quali le secondarie/accessorie?

La funzione primaria è quella di contenere e quindi consentire di bere il tè, la secondaria è la possibilità di conservare per breve tempo la bustina di tè senza sporcare in giro.

c) La comprensione della destinazione d’uso è chiara? (ergonomia cognitiva)

Sì, poiché la tazza mantiene le caratteristiche formali tipiche di questo artefatto e il piattino presenta una conca dalla forma stilizzata di una bustina da tè, facendo intuire che la bustina va inserita proprio lì.

d) L’utilizzo è facile e confortevole? (ergonomia formale)

Sì, grazie all’impugnatura della tazza e al piattino che mantiene le superfici pulite.

e) In che modo l’artefatto entra in relazione con la lettura o il supporto (libro, rivista..)? Lo coadiuva, lo influenza, lo condiziona, lo limita, lo ostacola… etc. ? (dettagliare 200 battute)

L’artefatto aiuta durante la lettura a mantenere le superfici pulite, senza che la bustina di tè inzuppata debba essere appoggiata vicino al bordo del piattino o magari addirittura direttamente sul tavolo, sporcando le superfici d’appoggio e libri e riviste lì vicini.

f) Viene usato in maniera individuale, in gruppo, o necessita di un numero di persone definito per poter essere utilizzato?

Viene utilizzato individualmente.

g) Si usa da solo o insieme ad altri artefatti (oggetti complementari?)

La tazza venduta col piattino potrebbe richiedere anche l’uso di un cucchiaino.

h) Può essere sostituito da altri oggetti che svolgono funzione analoga, simile (sostitutivi propri e impropri)?

Vi sono altri artefatti che consentono di mantenere la bustina usata separata da altre superfici: alcune tazze hanno al loro interno una “tasca” per conservare la bustina, altre usano piattini sagomati, ma in mancanza di artefatti appositi l’utente può usare l’oggetto di lettura stesso per questo, se è un giornale ( quindi dal valore irrisorio) può appoggiare direttamente la busta in un angolo o usare il piano d’appoggio, come un tavolo, e pulire dopo con una spugna.

i) E’ un artefatto che può essere autoprodotto o personalizzato?

È poco probabile che l’oggetto possa essere autoprodotto, poiché la lavorazione della porcellana è piuttosto complessa e occorrono attrezzature adeguate. Potrebbe forse essere riprodotto in altri materiali, ma la sagoma nel piattino richiede particolare cura. La superficie invece può essere personalizzata con apposite vernici.

j) Ha usi impropri?

Si può utilizzare il vano nel piattino per conservarvi altro a parte la bustina di tè: potrebbe servire come scorta di zucchero ad esempio, mentre la tazza può essere utilizzata magari come un porta matite o un fermacarte, ma vista la specificità della funzione di questo oggetto ( conservare la bustina bagnata mentre si beve il tè) un suo uso improprio è poco probabile.

k) Esistono quante e quali varianti (funzionali: bambini/anziani, culturali: oriente/occidente) di questo artefatto? In cosa differiscono tra loro?

Non esistono altre varianti di questo artefatto.

l) L’artefatto richiede una competenza specifica per essere usato? Quale?

No viene richiesta una competenza specifica.

m) Viene utilizzato in un contesto specifico? Quale?

Non viene indicato un contesto specifico per il suo utilizzo né dalla forma né dalla funzione svolta dall’artefatto: si può pensare ad un suo utilizzo domestico come anche all’adozione di questo oggetto da parte di qualche bar o ristorante.

Data la forma inusuale dell’oggetto si pensa però più ad un utente attento alle innovazioni portate dal design che l’acquista per uso personale.

n) Si utilizza in pubblico o in privato?

Può essere utilizzato sia in pubblico che in privato.

o) Quanto tempo richiede il suo utilizzo?

Il tempo dipende dalla durata della lettura svolta mentre si sorseggia il tè. Normalmente solo una volta finito di leggere ci si alza per riporre tazza e piattino.

p) Quali sono gli aspetti positivi di questo artefatto? E quelli negativi?

L’artefatto permette di mantenere le superfici e l’utente stesso puliti da eventuali gocce di tè, ma il vano del piattino potrebbe non essere consono a tutte le forme delle bustine in commercio.

q) Come questo artefatto potrebbe essere migliorato, reso più fruibile, più piacevole, più efficace, anche per un bacino di utenza più esteso (persone diversamente abili, di differenti nazionalità/etnie/religioni, etc…?)

Potrebbe essere adottato un metodo per consentire di strizzare la bustina rendendola il più asciutta possibile prima di riporla o intervenire ulteriormente sul piattino realizzando una forma che sia più adattabile a diverse dimensioni di buste.

r) E’ un artefatto che implica un coinvolgimento mentale?

Il riporre la bustina è un’azione automatica, non richiede grande concentrazione o coinvolgimento mentale.

s) L’artefatto è finalizzato alla modifica del supporto/contesto? In modo reversibile o irreversibile?

L’artefatto non modifica il supporto alla lettura, semmai ne impedisce le modifiche, cercando di preservarne la pulizia.

Creato da : Gruppo11- Cartabianca

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