PORTARIVISTE – THE MAGAZINE HANGER

Nome artefatto: Magazine Hanger
Tipologia di appartenenza: portariviste
Produttore: Swedese
Designer: Isaac Yu Chen
Anno di produzione: 2009
Dimensioni: 67x60x5 cm

Individuare a quale categoria appartiene l’artefatto

c) Da utilizzare dopo la lettura

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2)Descrivere l’artefatto nel momento del suo utilizzo/applicazione, evidenziando in particolare l’aspetto più strettamente legato alla lettura (500 parole max)

Il MAGAZINE HANGER è un stilosissimo portariviste da muro con cordicelle in sospensione e al termine delle suddette vi è una chiusura sferica per permettere di appendere il magazine che si è finito di leggere. La praticità dello stesso è unita ad un rapporto funzionale sulla capacità dell’artefatto di tenere in evidenza il punto di temine della precedente lettura, similare ad un segnalibro ma funzionale per evitare l’occupazione dello spazio.

3) indicare tre aggettivi che caratterizzano l’artefatto

Sospeso- lineare- utile

4) Individuare e descrivere le seguenti caratteristiche dell’artefatto.

Qualità morfologiche

Rispondere in maniera discorsiva (max 500 parole) toccando i punti di seguito elencati, se rilevanti.

Indicare 2 tag che identifichino le qualità morfologiche dell’artefatto. SOSPESO – ESSENZIALE

a)     L’artefatto è composto da un unico pezzo o da più componenti? Se si Quali?

L’artefatto è composto da una base che viene fissata al muro,in legno d’acero verniciato in nero, da cui si diramano in modo perpendicolare al supporto 5 fili di ferro rigidi rivestiti con film nero, terminanti in chiusura da sfere di circa 2cm di diametro (di materiale plastico).

b)     Fa riferimento ad una geometria primitiva? Se si quale?

Le geometrie primitive sono sfere e parallelepipedi.

c)     Comprende parti mobili (sportelli, cerniere, ecc..) o è un oggetto statico?

Non comprende parti mobili, ma i fili penzolanti dal supporto possono avere un andamento dinamico se soggetti a forze esterne, diversamente appare come un oggetto statico.

d)    Con quale tecnica produttiva sono realizzati i componenti dell’artefatto?

Legno massello tagliato e verniciato. Fili prodotti per estrusione e rivestiti. Sferette di legno ricoperte superficialmente di materiale plastico

e)     Se composto da più parti, con quale tecnica sono assemblate le componenti principali dell’artefatto?

Probabilmente sono saldate assieme, o incastrate.

f)      L’artefatto è disassemblabile in fase di dismissione dello stesso?

Probabilmente bisogna romperlo per dividerne le parti

g)     L’artefatto è riciclabile/riutilizzabile?

Si, se riciclate le parti separatamente

Qualità espressivo/sensoriali

(rispondere in maniera discorsiva, max 500 parole, toccando i punti di seguito elencati, se rilevanti)

Indicare 2 tag che identifichino le qualità espressivo/sensoriali dell’artefatto. MINIMALE- LEGGERO

 a)     L’artefatto è composto da un unico materiale o da più materiali? Elencali.

Materiale metallico. Probabilmente alluminio verniciato e filo di ferro rivestito

b)     Ci sono componenti/parti progettate per entrare in contatto con l’utente?

Il filo e la sfera ferma rivista, difatti la sfera è totalmente impugnabile.

c)     Descrivi con 3 aggettivi le sensazioni veicolate dalla scelta del colore dell’artefatto

puro – elegante – essenziale

d)    Descrivi con 3 aggettivi le sensazioni veicolate dalla scelta del materiale dell’artefatto

freddo – sottile – rigido

Qualità funzionali

(rispondere in maniera discorsiva, max 500 parole, toccando i punti di seguito elencati, se rilevanti)

Indicare 2 tag che identifichino le qualità funzionali dell’artefatto. SORREGGERE – NON INGOMBRANTE.

a)     L’artefatto è finalizzato al raggiungimento di un risultato (funzione primaria)?Quale?

Riuscire a evitare ingombri domestici per riviste con la capacità di avere un segnalibro comodo e personalizzato su ogni rivista.

b)     L’artefatto svolge più funzioni? Quale è la funzione principale, quali le secondarie/accessorie?

Funzione primaria porta riviste, secondaria segnalibro.

c)     La comprensione della destinazione d’uso è chiara? (ergonomia cognitiva)

la destinazione d’uso è abbastanza chiara, potrebbe essere interpretata anche come scultura da muro….

d)    L’utilizzo è facile e confortevole? (ergonomia formale)

L’utilizzo è facile.

e)     In che modo l’artefatto entra in relazione con la lettura o il supporto (libro, rivista..)? Lo coadiuva,  lo influenza, lo condiziona, lo limita,  lo ostacola… etc. ? (dettagliare 200 battute)

L’artefatto supporta la fine della lettura attraverso la possibilità di poter segnare la pagina dove si è arrivati a leggere.

f)      Viene usato in maniera individuale, in gruppo, o necessita di un numero di persone definito per poter essere utilizzato?

Può essere fruito da piu’ persone contemporaneamente, massimo cinque come i cordini….

g)     Si usa da solo o insieme ad altri artefatti (oggetti complementari?)

serve da sostegno ai libri o magazine o giornali

h)    Può essere sostituito da altri oggetti che svolgono funzione analoga, simile (sostitutivi propri e impropri)?

Ci sono delle alternative commerciali similari; segnalibri che permettono di appendere il libro, o anche lampade con la stessa funzione (come “hang book” di Daniel Baek), ma in generale non sono portariviste

i)      E’ un artefatto che può essere autoprodotto o personalizzato?

È un artefatto che non sarebbe difficile da auto produrre (un supporto da cui pendono fili con un blocco alla fine).

L’originale “magazine hanger” potrebbe essere personalizzato, scrivendoci o decorandolo…ma perderebbe la sua semplicità e pulizia formale

j)      Ha usi impropri?

Sarebbe pensato per appendere solo riviste, ma si può utilizzare anche per libri non troppo voluminosi

k)     Esistono quante e quali varianti (funzionali: bambini/anziani, culturali: oriente/occidente) di questo artefatto? In cosa differiscono tra loro?

Questo artefatto non ha varianti ed è disponibile solo in nero

l)      L’artefatto richiede una competenza specifica per essere usato? Quale?

Occorre solamente che sia appeso alla parete ad una altezza comoda e raggiungibile senza problemi

m)   Viene utilizzato in un contesto specifico? Quale?

Non ha un contesto “specifico”, è un oggetto che potrebbe essere destinato ad una sala d’attesa, come in un salotto…

n)    Si utilizza in pubblico o in privato?

È un  complemento d’arredo che può èssere utilizzato in entrambi i casi; in luoghi pubblici d’attesa (dentista, medico, parrucchiere…) come alternativa a portariviste più convenzionali.

In privato può trovarsi comodamente in salotto, ma anche camera da letto (e perché no? Anche  in bagno! Dato che occupa pochissimo spazio ed un oggetto molto decorativo)

o)     Quanto tempo richiede il suo utilizzo?

Pochi secondi per inserire ed appendere la rivista. La rivista poi può stare appesa a tempo indeterminato

p)    Quali sono gli aspetti positivi di questo artefatto? E quelli negativi?

Positivi: semplice ed intuitivo nell’uso, pratico, non occupa tanto spazio, decorativo.
Negativi: riesce a sorreggere solo un numero limitato di riviste (5), le riviste potrebbero scivolare e cadere per terra.
q)     Come questo artefatto potrebbe essere migliorato, reso più fruibile, più piacevole, più efficace, anche per un bacino di utenza più esteso (persone diversamente abili, di differenti nazionalità/etnie/religioni, etc…?)

si potrebbero prevedere delle modifiche per rendere l’oggetto modulare, in modo da poterne unire più unità fra loro ed  arredare ampie sale d’attesa

r)     E’ un artefatto che implica un coinvolgimento mentale?

Non implica coinvolgimento mentale particolare

s)     L’artefatto è finalizzato alla modifica del supporto/contesto? In modo reversibile o irreversibile?

Essendo un complemento d’arredo che deve essere applicato alla parete muraria, quest’azione va’ a modificare in maniera irreversibile il contesto iniziale.

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