GRAFFETTE – SCULTURA “LA FIABA”

Nome artefatto: La Fiaba
Tipologia di appartenenza:  opera d’arte – graffette
Produttore: Pietro D’Angelo
Designer: Pietro D’Angelo
Dove è esposta:  Ermanno Tedeschi Gallery, Via Santa Marta 15 – Milano 2010
Dimensioni:  reali scala 1:1 con figura umana

Individuare a quale categoria appartiene l’artefatto

a) Da utilizzare prima/dopo la lettura    

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2)Descrivere l’artefatto nel momento del suo utilizzo/applicazione, evidenziando in particolare l’aspetto più strettamente legato alla lettura (500 parole max)
L’artista presenta le sue opere scultoree realizzate con una particolare tecnica innovativa, si tratta di soggetti figurativi a dimensioni reali, realizzati con le graffette o clips, ovvero quegli oggetti che si trovano abitudinariamente in ogni scrivania e che ognuno di noi usa per agganciare i propri fogli, riproponendo il concetto di serialità dell’oggetto ma in una maniera del tutto nuova. D’Angelo preleva dalla quotidianità un oggetto di frequentazione abitudinaria, per porlo poi in un nuovo contesto, quello della comunicazione estetica. L’artista lascia all’oggetto la sua riconoscibilità più immediata, cercando di conservare intatta l’identità con cui esso viene riconosciuto dal senso comune, e crea una nuova forma, un nuovo oggetto prevalentemente a sembianze umane.

3) indicare tre aggettivi che caratterizzano l’artefatto
Seriale, complesso, umano

4) Individuare e descrivere le seguenti caratteristiche dell’artefatto.

QUALITÀ MORFOLOGICHE

Rispondere in maniera discorsiva (max 500 parole) toccando i punti di seguito elencati, se rilevanti.

Indicare 2 tag che identifichino le qualità morfologiche dell’artefatto.

GRAFFETTE- SCULTURA , FORMA UMANA

a)     L’artefatto è composto da un unico pezzo o da più componenti? Se si Quali?
L’artefatto è composto sia da uno che da piu’ componenti: l’unità principale è la graffetta, la forma complessiva viene data da un’insieme numerosissimo di graffette.

b)     Fa riferimento ad una geometria primitiva? Se si quale?
No, nessuna geometria primitiva, solo curve per emulare la figura umana.

c)     Comprende parti mobili (sportelli, cerniere, ecc..) o è un oggetto statico?
è un oggetto statico.

d)    Con quale tecnica produttiva sono realizzati i componenti dell’artefatto?
le graffette sono di filo di ferro piegato, ma in questo caso non sono l’oggetto che stiamo analizzando. Le graffette diventano il modulo base usato dall’artista per creare la propria scultura.

La scultura è realizzata interamente a mano.

e)     Se composto da più parti, con quale tecnica sono assemblate le componenti principali dell’artefatto?
Sono incastrate tra loro attraverso una tecnica sperimentata dall’artista di sottili incastri tra le graffette.

f)      L’artefatto è disassemblabile in fase di dismissione dello stesso?
Certamente, anche se un po’ complicato, e il fine ultimo del dissasembly non è contemplato nelle opere d’arte.

g)     L’artefatto è riciclabile/riutilizzabile?
In caso di distruzione dell’opera si può tranquillamente riciclare l’alluminio delle graffette.

 

QUALITÀ ESPRESSIVO/SENSORIALI

(rispondere in maniera discorsiva, max 500 parole, toccando i punti di seguito elencati, se rilevanti)

Indicare 2 tag che identifichino le qualità espressivo/sensoriali dell’artefatto. FREDDO- ESPRESSIVO

 a)     L’artefatto è composto da un unico materiale o da più materiali? Elencali.
Unico materiale, la lega di ferro utilizzata per le graffette

b)     Ci sono componenti/parti progettate per entrare in contatto con l’utente?
La graffetta stessa è progettata singolarmente per poter essere totalmente manipolata, da qui l’esagerata manipolazione dell’artista fino a creare un blocco modellato da graffette: quest’ultimo non ha fini ultimi di manipolazione, viene solamente esposto

c)     Descrivi con 3 aggettivi le sensazioni veicolate dalla scelta del colore dell’artefatto
effimero- evanescente – traforato

d)    Descrivi con 3 aggettivi le sensazioni veicolate dalla scelta del materiale dell’artefatto
freddo- compatto – rigido

 

QUALITÀ FUNZIONALI
(rispondere in maniera discorsiva, max 500 parole, toccando i punti di seguito elencati, se rilevanti)
Indicare 2 tag che identifichino le qualità funzionali dell’artefatto. OPERA D’ARTE – AMMIRARE

a)     L’artefatto è finalizzato al raggiungimento di un risultato (funzione primaria)?Quale?

Lo scopo finale è la creazione di un’opera d’arte .

(La costruzione a piccoli moduli permette una rappresentazione che gioca contemporaneamente sulla descrizione e la precarietà della visione, capace di rappresentare la frantumazione di ogni senso unitario delle cose, suscitando nell’utente che guarda un senso di grande vuoto interiore)

b)     L’artefatto svolge più funzioni? Quale è la funzione principale, quali le secondarie/accessorie?
La funzione primaria è quella di essere un’opera artistica, secondaria è quella di essere esposta al pubblico

c)     La comprensione della destinazione d’uso è chiara? (ergonomia cognitiva)
La comprensione d’uso è chiara, è pienamente codificata come una scultura.

d)    L’utilizzo è facile e confortevole? (ergonomia formale)
Sì, data la sua piena riconoscibilità come scultura, è semplice capire che essa va solo ammirata, anche per l’originale metodo costruttivo.

e)     In che modo l’artefatto entra in relazione con la lettura o il supporto (libro, rivista..)? Lo coadiuva,  lo influenza, lo condiziona, lo limita,  lo ostacola… etc. ? (dettagliare 200 battute)
Entra in relazione con la lettura criticandolo, strumentalizzando un accessorio precedentemente caratterizzante di quel mondo. L’oggetto-graffetta, usato con fogli e lettura, va a costruire un uomo che legge

f)      Viene usato in maniera individuale, in gruppo, o necessita di un numero di persone definito per poter essere utilizzato?
La fruizione dell’opera può avvenire singolarmente o in gruppo, è indifferente.

g)     Si usa da solo o insieme ad altri artefatti (oggetti complementari?)
Generalmente può essere disposto insieme ad altre opere.

h)    Può essere sostituito da altri oggetti che svolgono funzione analoga, simile (sostitutivi propri e impropri)?
No, perché è un pezzo unico.

i)      E’ un artefatto che può essere autoprodotto o personalizzato?
Ci si può dilettare a costruire piccole riproduzioni di questa scultura perché il materiale usato è facilmente reperibile da chiunque. Altri artisti utilizzano le graffette per creare le proprie sculture

j)      Ha usi impropri?
No. Anzi, è piuttosto la graffetta ad essere stata usata “impropriamente” per costruire l’opera!

k)     Esistono quante e quali varianti (funzionali: bambini/anziani, culturali: oriente/occidente) di questo artefatto? In cosa differiscono tra loro?
Lo stesso artista ha lavorato non con graffette ma con puntine da disegno per ricreare gli stessi soggetti. Questo a dimostrare che l’uso degli oggetti quotidiani può essere visto come una loro reinterpretazione in situazioni del tutto estranee al loro scopo iniziale.

l)      L’artefatto richiede una competenza specifica per essere usato? Quale?
Nessuna competenza, solo sensibilità artistica per essere apprezzato.

m)   Viene utilizzato in un contesto specifico? Quale?
Nelle mostre di opere d’arte o in qualche manifestazione \ festival concettuale.

n)    Si utilizza in pubblico o in privato?
Soprattutto pubblico, anche se la fruizione con l’opera d’arte è strettamente intima con l’utente che l’acquista.

o)     Quanto tempo richiede il suo utilizzo?
Non definibile.

p)    Quali sono gli aspetti positivi di questo artefatto? E quelli negativi?
Positivi: si riesce a scorporare l’uso banale della graffetta per elevarla a qualcosa di più concettuale.
Negativi: la fruizione è strettamente legata ad un ambiente concettuale . l?oggetto risultante è solo una scultura, non utilizzabile

q)     Come questo artefatto potrebbe essere migliorato, reso più fruibile, più piacevole, più efficace, anche per un bacino di utenza più esteso (persone diversamente abili, di differenti nazionalità/etnie/religioni, etc…?)
Si potrebbe pensare ad avvicinare la complessità concettuale dell’opera d’arte così definita alla gente “comune” facendo in modo che ciascuno incastrando la propria graffetta contribuisca a un atto artistico che parte dall’unità così comune per poi arrivare ad un risultato concettuale elevato e condiviso anche da quelli che prima non si sentivano vicini a questa pratica.

r)     E’ un artefatto che implica un coinvolgimento mentale?
Decisamente sì. Concettuale.

s)     L’artefatto è finalizzato alla modifica del supporto/contesto? In modo reversibile o irreversibile?
Non è concepito per modificare un contesto, né un supporto di lettura.

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