GRAFFETTE – DESK DAISY (graffette con porta-graffette)

Nome artefatto: Desk Daisy

Tipologia di appartenenza: graffette

Produttore: Fred & Friends

Designer: Liz Goulet Dubois, Fred Studio

Anno di produzione 2010

Dimensioni: 10x5x5 cm circa

Prezzo al pubblico: 9,99€

 Individuare a quale categoria appartiene l’artefatto

b) Da utilizzare durante
la lettura
c) Artefatto complementare alla lettura

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2)Descrivere l’artefatto nel momento del suo utilizzo/applicazione, evidenziando in particolare l’aspetto più strettamente legato alla lettura (500 parole max)

Desk Daisy è un paper clip holder: un magnete facilita il raggruppamento ordinato e l’estrazione delle graffette a forma di petali. Durante la lettura, identificata una pagina di particolare interesse, il lettore può estrarre il “petalo” dallo “stelo” e tenere il segno della pagina o tenere unite più pagine insieme. È così possibile individuare il passo anche dopo la lettura, ritrovando facilmente il segno. Qualora si volesse separare i fogli uniti dalla graffetta, essa va sfilata e reinserita nella corolla. L’estrazione e il riposizionamento delle graffette è possibile con una mano sola, senza doverle staccare le une dalle altre.

Quando non è in uso l’oggetto ha una grande componente decorativa, è un vero e proprio vaso da fiori da scrivania; mentre lo si sta prelevando la graffetta c’è un rimando preciso all gioco “m’ama non m’ama” che si fa con le margherite

3) Indicare tre aggettivi che caratterizzano l’artefatto

colorato spiritoso  decorativo

4) Individuare e descrivere le seguenti caratteristiche dell’artefatto.

QUALITÀ MORFOLOGICHE

Rispondere in maniera discorsiva (max 500 parole) toccando i punti di seguito elencati, se rilevanti.

Indicare 2 tag che identifichino le qualità morfologiche dell’artefatto. NATURE INSPIRED – COLORATO

a)     L’artefatto è composto da un unico pezzo o da più componenti? Se si Quali?

Desk Daisy dispone 30 graffette a forma di petali in 3 corolle, ciascuna intorno ad una calamita montata come pistillo di uno stelo. I tre steli sono inseriti in un vaso di supporto.

b)     Fa riferimento ad una geometria primitiva? Se si quale?

Le tre corolle fanno riferimento alla forma circolare, il vaso anche (ad un cilindro) , ma l’intero clip holder non fa riferimento ad una geometria primitiva in particolare, bensì a quella naturale.

c)     Comprende parti mobili (sportelli, cerniere, ecc..) o è un oggetto statico?

Le parti mobili sono le 30 graffette, che si possono staccare/attaccare

d)    Con quale tecnica produttiva sono realizzati i componenti dell’artefatto?

– supporto: stampaggio ad iniezione
– graffette: estrusione del fil di ferro, poi piegato e rivestito

e)     Se composto da più parti, con quale tecnica sono assemblate le componenti principali dell’artefatto?

Le parti in plastica e le calamite sono assemblate ad incastro. Le graffette sfruttano il magnetismo per rimanervi attaccate.

f)      L’artefatto è disassemblabile in fase di dismissione dello stesso?

Le graffette si staccano facilmente dal paper clips holder; il vasetto e gli steli non sono separabili tra loro senza rompere l’oggetto.

g)     L’artefatto è riciclabile/riutilizzabile?

In quanto materiale plastico è riciclabile con la plastica. Anche nel caso si finissero/perdessero le graffette, rimarrebbe comunque utilizzabile anche con graffette comuni. Data la scomponibilità dei pezzi, nel ciclo di vita del prodotto probabilmente è già stato preso in considerazione il dissasembly come strumento per il recycling.

QUALITÀ ESPRESSIVO/SENSORIALI

(rispondere in maniera discorsiva, max 500 parole, toccando i punti di seguito elencati, se rilevanti)

Indicare 2 tag che identifichino le qualità espressivo/sensoriali dell’artefatto.  GIOCO, GIFT

 a)     L’artefatto è composto da un unico materiale o da più materiali? Elencali.

Desk Daisy è composto da materiali plastici per il supporto e da materiali metallici per calamite e graffette. Plastica usata : Polietilene

b)     Ci sono componenti/parti progettate per entrare in contatto con l’utente?

Tutto l’artefatto è progettato per entrare in contatto con l’utente, anzi è progettato perché possa fare bella mostra di sé sulla scrivania, in ufficio, in modo che faccia “arredo” e colore in un ambiente di lavoro, (generalmente razionale e grigio.)

c)     Descrivi con 3 aggettivi le sensazioni veicolate dalla scelta del colore dell’artefatto

ludico, allegro, decorativo – Le scelte di colore del vasetto e degli steli richiamano il mondo naturale. La scelta di colori caldi per i petali (arancione , rosa acceso e giallo) suggeriscono allegria, simpatia, giocosità.

d)    Descrivi con 3 aggettivi le sensazioni veicolate dalla scelta del materiale dell’artefatto

“giocattolo”, intuitivo (per via dei magneti, il concetto insito nel gesto…), finto (in fondo, è una piantina di plastica…)

QUALITÀ FUNZIONALI

(rispondere in maniera discorsiva, max 500 parole, toccando i punti di seguito elencati, se rilevanti)

Indicare 2 tag che identifichino le qualità funzionali dell’artefatto. à PERSONALIZZARE, VELOCIZZARE

a)     L’artefatto è finalizzato al raggiungimento di un risultato (funzione primaria)?Quale?

La primaria funzione di Desk Daisy è tenere raccolte in maniera ordinata le graffette da ufficio, in modo da poterne prendere una alla volta senza che si incastri alle altre, per poi riporla nel medesimo modo (si usa con una mano sola!).
La funzione della singola graffetta è, come quella di ogni graffetta classica, tenere insieme i fogli/le pagine o segnalarne l’importanza.

b)     L’artefatto svolge più funzioni? Quale è la funzione principale, quali le secondarie/accessorie?

La funzione accessoria e, tuttavia, caratterizzante Desk Daisy è l’uso decorativo che se ne fa sulla scrivania del proprio ufficio: il possessore tiene ordine sul proprio piano di lavoro ma contemporaneamente personalizza e rende meno anonimo (ed austero) il proprio spazio.
Inoltre, Desk Daisy comunica anche un altro tipo di sottotesto: col gesto di estrarre una graffetta dalla corolla si riproduce il “m’ama, non m’ama” in cui si strappano i petali delle margherite.

c)     La comprensione della destinazione d’uso è chiara? (ergonomia cognitiva)

La destinazione d’uso è chiarissima: la forma della graffetta, anche se lievemente deformata da quella classica, è ben riconoscibile, tanto quanto il supporto rievoca immediatamente la piantina fiorita. I petali ingrossati verso l’esterno rendono intuitiva l’impugnatura della graffetta per pinzarla con le dita e tirarla verso se per poterla staccare dal supporto magnetico

d)    L’utilizzo è facile e confortevole? (ergonomia formale)

L’utilizzo è semplice, anzi, lo “strappo” di una singola graffetta dalla calamita è molto più semplice dell’estrazione  di una singola graffetta da una scatola che ne contiene molte altre a cui si intreccia e si incastra fastidiosamente.

e)     In che modo l’artefatto entra in relazione con la lettura o il supporto (libro, rivista..)? Lo coadiuva,  lo influenza, lo condiziona, lo limita,  lo ostacola… etc. ? (dettagliare 200 battute)

L’uso delle graffette coadiuva la lettura e soprattutto la ri-lettura dei passi principali. Poiché le graffette sono più diffuse negli uffici e negli ambienti di lavoro, è meglio specificare che il loro uso facilita in particolare la ri-lettura e la catalogazione delle informazioni di documenti e fogli (più che libri veri e propri).

f)      Viene usato in maniera individuale, in gruppo, o necessita di un numero di persone definito per poter essere utilizzato?

Viene utilizzato in maniera individuale, ma i documenti graffettati potrebbero essere maneggiati da più persone (in un ufficio, ad esempio, chi mette la graffetta poi consegna il documento a qualcun altro, la segretaria, il capo, ecc…).

g)     Si usa da solo o insieme ad altri artefatti (oggetti complementari?)

Non necessita di altri oggetti complementari, oltre ai documenti e ai supporti di lettura oppure fogli da tenere insieme.

h)    Può essere sostituito da altri oggetti che svolgono funzione analoga, simile (sostitutivi propri e impropri)?

Per tenere insieme fogli e documenti, esistono infinite tipologie di graffette, dalle classiche e quelle “a pinza”, che svolgono la medesima funzione. Per estrarre e riporre la singola graffetta agevolmente e con una mano sola, solo Desk Daisy consente questa rapidità e comodità. La secondaria funzione decorativa svolta da questo artefatto è possibile invece ritrovarla in un altro prodotto di Fred & Friends: si tratta di Drip Clips, in cui si sfrutta il medesimo sistema a calamita per simulare un rubinetto che gocciola graffette (stessa forma di quelle di Desk Daisy, ma colorate in blu), e dove le 25 “gocce” riempiono il lavabo.

Usare la graffetta per segnalare una pagina di interesse poi si sfocia nel campo di segnalibri e post-it , che svolgono la medesima funzione

i)      E’ un artefatto che può essere autoprodotto o personalizzato?

Col semplice acquisto di una calamita circolare è forse possibile ricreare la corolla utilizzando le graffette classiche. Con un po’ di ingegno si può ricreare anche il supporto di vasi e steli colorati modellandoli a mano con Fimo o resine, modificare le graffette schiacciandole da un lato, ed ottenere così una buona copia “ready made” di Desk Daisy.

j)      Ha usi impropri?

Non sono stati osservati particolari usi impropri dell’oggetto. Il magnete, però, ha una sua versatilità: non è impossibile che qualcuno lo usi per raccogliere altri oggetti metallici come chiodini, piccole chiavi di cassetti o box, ricariche di punti per cucitrice…

k)     Esistono quante e quali varianti (funzionali: bambini/anziani, culturali: oriente/occidente) di questo artefatto? In cosa differiscono tra loro?

L’unica variante che si avvicina a Desk Daisy è il già menzionato Drip Clips, che sfrutta la medesima forma di graffette e lo stesso sistema a calamita.

l)      L’artefatto richiede una competenza specifica per essere usato? Quale?

Non richiede una competenza specifica per essere utilizzato.

m)   Viene utilizzato in un contesto specifico? Quale?

L’artefatto in questione è una simpatica idea-regalo, e viene poi utilizzato principalmente in contesti d’ufficio e di lavoro. Generalmente è un oggetto da tenere sulla scrivania.

n)    Si utilizza in pubblico o in privato?

Può essere utilizzato in entrambe le condizioni indifferentemente.

o)     Quanto tempo richiede il suo utilizzo?

Staccare un “petalo” e unire i fogli richiede qualche secondo, così come separarli e riporre la graffetta; la graffetta è in uso finché rilega un plico di fogli; il supporto a forma di piantina è sempre in uso quando è esposto.

p)    Quali sono gli aspetti positivi di questo artefatto? E quelli negativi?

Positivi:
– facilita e velocizza la presa di una singola graffetta
– “unisce l’utile al dilettevole”: fa ordine sulla scrivania e fa arredo in maniera divertente
– [la graffetta] tiene ordine tra i fogli.

Negativi:
– è ingombrante, toglie spazio al piano di lavoro
– costoso
– perde di giocosità quando finiscono tutte le graffette colorate: un incentivo a non perderle!
– facilmente ribaltabile (soprattutto se è su una scrivania disordinata)

q)     Come questo artefatto potrebbe essere migliorato, reso più fruibile, più piacevole, più efficace, anche per un bacino di utenza più esteso (persone diversamente abili, di differenti nazionalità/etnie/religioni, etc…?)

Desk Daisy nasce già come prodotto che migliora la fruizione della graffetta.

r)     E’ un artefatto che implica un coinvolgimento mentale?

Come già detto, il gesto di staccare una graffetta rimanda al gesto di strappare un petalo di margherita per giocare al “m’ama, non m’ama”, rievocazione che l’utente intuisce usando Desk Daisy.

s)     L’artefatto è finalizzato alla modifica del supporto/contesto? In modo reversibile o irreversibile?

La graffetta modifica temporaneamente il supporto di lettura unendone le pagine/i fogli, che possono essere separati in qualsiasi momento. Il paper clip holder modifica il contesto (in maniera reversibile) arredandolo

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