Negozio d’abbigliamento – Zara Corso Vittorio Emanuele II (Milano)

Nome contesto: Negozio monomarca

Tipologia: Settore abbigliamento

Declinazione specifica: Zara,  Corso Vittorio Emanuele , Milano

Individuare a quale categoria appartiene il contesto:

CATEGORIA c) contesti impropri 

1) Almeno 3 immagini

 

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2) Descrivere il contesto nelle sue variabili ambientali (spaziali, dimensionali, di luce), di organizzazione   (500 parole max)

Nel centro della zona dello shopping meneghino trova la sua collocazione il punto vendita Zara in Corso Vittorio Emanuele II. Il primo negozio Zara a Milano tra i 300 esistenti sul territorio, è il più grande della catena di vestiti spagnola, e ha anche una delle posizioni più invidiabili d’Europa. Il punto vendita di 4500 m2 si articola in tre piani differenti per suddivisone delle collezioni e degli stili. La parte predominante all’occhio è il lussuoso ingresso in cui è avvolta tra due imponenti scalinate l’eccezionale creazione del designer Josè Froján appartenente allo studio Zara. La sinuosa installazione, di colore bianco,  crea una molteplicità di archi, passerelle e linee curve in movimento di straordinaria bellezza che quasi anima i manichini che la abitano. Prodotta in HI-MACS® la raffinata installazione si inserisce perfettamente nel contesto della zona trovando perfetta coerenza anche con l’eleganza dello store. Sempre nell’atrio, progettate nello stesso materiale e nello stesso stile , si trovano due panche, unico punto di raccolta e di riposo per le persone che devono aspettare amici o parenti e che qui si siedono sfogliando riviste, leggendo libri e giocando al telefono, oppure semplicemente chiacchierando. I tre piani sono illuminati tramite un’illuminazione non troppo eccessiva sul giallo paglierino, riposante per gli occhi. I colori predominanti del negozio poi sono il bianco, il color legno e l’acciaio delle scale mobili, rendendo l’insieme un luogo piacevole dove sostare e fare shopping. Ogni piano presenta vari appendiabiti e espositori adattissimi all’uso, ma nessun luogo dove sedersi o riposarsi, o attendere. I camerini sono gestiti da personale addetto e l’illuminazione qui è del tutto differente, l’ambiente è meno illuminato, anche se l’effetto non è dei migliori.

 

 

3) indicare tre aggettivi che caratterizzano il contesto

Elegante – Affollato –  Imponente

4) Individuare e descrivere le seguenti caratteristiche del contesto.

1.    Dove è localizzato?

Nel cuore della zona dello shopping milanese, in Corso Vittorio Emanuele II

2.    E’ un luogo fisso o mobile?

E’ un luogo fisso

3.    E’ pubblico o privato/domestico?

E’ un luogo pubblico

4.    All’aperto o al chiuso/interno?

E’ un luogo chiuso

5.    E’ accessibile in modo libero o codificato? (dettagliare 200 battute)

Il contesto è accessibile in modo libero infatti chiunque può accedervi senza impegno, l’unico neo è che non bisogna portare all’interno né bibite né bevande, anche se non è esplicitamente esposta come regola, è implicitamente universale per tutti gli store d’abbigliamento. I camerini invece sono accessibili in modo codificato. L’ingresso è singolo, solo per chi deve provare, e si può portare all’interno un numero massimo di capi. Al cliente viene assegnato un cartellino con il numero dei capi che intende provare e questo deve essere presentato all’uscita, per dimostrare di non aver rubato nulla.

6.    E’ uno luogo specializzato funzionalmente in termini univoci (mono funzione-uso) o dagli usi multipli (funzioni-uso primarie e secondarie) o non specificati (funzioni-uso accessorie, potenziali o improprie)? (dettagliare 200 battute)

E’ un luogo pensato come mono funzione, in quanto l’azione prevista è quella di guardare,provare,scegliere e acquistare capi d’abbigliamento o accessori. Sia chi vi entra che chi l’ha progettato prevede quest’azione. Principio di un cambiamento in ciò è da riscontare la tendenza delle persone, soprattutto uomini, che aspettano sedute o in piedi, visto che i posti a sedere sono pochi, all’ingresso.

7.    Quali sono i tempi di accessibilità dello spazio/contesto? (dettagliare 200 battute)

L’orario previsto dallo store è dalle 10 alle 21.

8.    E’ uno spazio strutturato/codificato o non strutturato/informale? (dettagliare 200 battute)

Lo spazio è strutturato / codificato, anche se in maniera non troppo rigida, in quanto ogni zona è pensata allo svolgersi di una specifica azione, e anche l’arredamento convoglia le persone nell’iter all’acquisto.

9.    E’ attrezzato o equipaggiato rispetto alla sua eventuale funzione/i? Con che elementi (naturali o) dotazioni e dispositivi? (dettagliare 200 battute)

Rispetto la sua funzione primaria è strutturato benissimo, prevede infatti vari appendiabiti e espositori in cui riporre la merce che dovrà essere visionata dai clienti. Ogni piano poi presenta la sezione camerini in cui per accedere bisogna fare una piccola coda, arrivati in cima di questa si comunica al guardarobista quanti capi si intende provare e poi si può entrare nel camerino. L’ingresso nel camerino è singolo, per cui se si è in due e uno deve aspettare, deve aspettare in piedi all’esterno, creando calca di fronte all’ingresso dei camerini, già affollato di suo. I camerini sono dotati di una tendina, uno sgabello e un appendiabiti per agevolare la prova. Scelto cosa bisogna acquistare ci si sposta alle casse, i cui banconi sono visibilmente distinguibili dal resto dello store. Sui banconi sono presenti piccoli espositori in cui vengono lasciati leaflet promozionali del punto vendita. Qui vi sono anche le casse.

10. Lo spazio viene fruito individualmente o in più persone? Quante? (dettagliare 200 battute)

Lo spazio viene fruito da tante persone contemporaneamente. Il numero varia principalmente a seconda dell’orario e del periodo dell’anno. Durante i saldi, è quasi impossibile entrarci indipendentemente dall’orario, normalmente invece le ore di massima affluenza sono dalle 13 alle 16 e dalle 18.30 alle 19.30. Anche a ridosso delle festività la concentrazione aumenta.

11. Quali sono i ruoli dei vari attori all’interno dello spazio (codificati, non codificati)? Che azioni svolgono? (dettagliare 200 battute)

Gli attori sono divisi in due categorie: dipendenti e clienti. I ruoli dei dipendenti sono codificati, ci sono le commesse, i magazzinieri, le cassiere, i guardarobieri, e gli addetti alla sicurezza. Ognuno di loro compie delle azioni prestabilite. Gli utenti invece non hanno un regolamento quindi teoricamente il loro ruolo è informale. Anche se chi deve acquistare segue un iter del tutto prestabilito: ingresso nel negozio, visione abiti e prezzi, prova nel camerino, scelta definitiva, pagare in cassa, uscire. Diverso è il comportamento di chi è lì per accompagnare qualcun altro. Il suo ruolo è totalmente informale. Può scegliere di aspettare all’ingresso seduto sulla panca e magari leggendo, giocando al cellulare, o ascoltando musica. In alternativa si può scegliere di girovagare nello store con la persona che si è accompagnato per poi attendere annoiandosi in piedi fuori i camerini, magari sbirciando un po’ gli abiti. Si può anche decidere di provare roba a caso per perder tempo,oppure di leggere poggiandosi su una parete libera, si può ascoltare musica in piedi.

12. Quali azioni relative al libro/lettura vi si possono svolgere (trasportare, leggere, comprare)? (dettagliare 200 battute)

All’interno del negozio è possibile leggere un libro o una rivista seduto nell’atrio, oppure proprio all’interno del negozio se si trova uno spazio dove poggiarsi.

13. Qual è l’azione principale relativa al libro/lettura che vi si svolge (o per la quale è pensato, progettato, strutturato…)?

L’azione principale è leggere seduto sulle panche dell’atrio.

14. Quali altre azioni (non relative al libro/lettura) vi si possono svolgere? (dettagliare 200 battute)

Si possono provare vestiti per perdere tempo, gironzolare in giro per approfittare dell’aria condizionata l’estate, si può ascoltare musica. Fondamentalmente però è un luogo pensato per l’esposizione e la vendita di capi d’abbigliamento.

15. Come si muovono/comportano le persone all’interno dello spazio? (liberamente, secondo procedure/percorsi/azioni/obiettivi.. etc) (dettagliare 200 battute)

All’interno dello spazio le persone si muovono per obiettivi. L’obiettivo finale è acquistare un capo d’abbigliamento, perciò si entra nel negozio, si guardano i vestiti, si provano, si pagano, facendo la coda solitamente sia per pagare che per acquistare. Chi aspetta invece deve inventarsi qualche modo per perdere il tempo in quanto lo spazio non è stato pensato per niente per chi aspetta i propri cari.

16. Quali sono le modalità temporali di utilizzo dello spazio (durata, momento della giornata etc)? (dettagliare 200 battute)

Lo store è aperto tutto il giorno, i momenti clou della giornata sono quelli in cui i lavoratori fanno la pausa e hanno del tempo per muoversi liberamente, oppure la fascia oraria tra l’uscita del lavoro e l’orario della cena. Periodi caldi sono pure quelli delle festività, come natale ad esempio. Giorni da bollino rosso sono  quelli in cui si svolgono i saldi stagionali.

17. Gli attori possono modificare lo spazio? Come? Con che ruoli? Temporaneamente? Permanentemente? Attraverso quali azioni, dotazioni etc? (dettagliare 200 battute)

I clienti non possono modificare lo spazio, che invece viene modificato da chi si occupa degli allestimenti periodicamente, soprattutto per quanto riguarda le vetrine, mentre  lo spazio interno è più statico.

18. Quali sono gli aspetti positivi (relativi al libro/lettura e non) di questo contesto? E quelli negativi?

Aspetti positivi relativi alla lettura/libro non ce ne sono, mentre ce ne sono tanti negativi per quei pochi pionieri della lettura durante l’attesa, soprattutto delle mogli, nei negozi d’abbigliamento. O si trova un posto a sedere nelle uniche due panche disposte per tre piani di negozio o bisogna mettersi in un angolo in piedi. Se si è così fortunati da star seduti poi, allora bisogna leggere nel clima passeggero e caotico dell’ingresso dello store.

19. Come questo contesto potrebbero essere migliorato, reso più idoneo, più funzionale, più efficace ad usi relativi al libro/lettura?

L’atrio potrebbe essere ritoccato per rendere più agevole l’attesa, considerando la buona fetta di utenti che si reca nei negozi solo come “compagnia di…”,con più posti a sedere, creando delle piccole librerie per prendere dei libri, o pensando piccole isole attesa proprio all’interno dello store e non solo nell’atrio.

20. … altro?

Si, bisogna veramente considerare che la popolazione del popolo che aspetta all’interno di un negozio è ampia, e che chi aspetta, spesso lo fa leggendo, specie se trova materiale per la lettura disponibile. Migliorando l’attesa dell’utente, l’utente è più felice, perciò accompagna più spesso la moglie /amico/ figlia perciò il flusso di persone aumenta, così come i guadagni. Intraprendere una qualche azione di questo tipo diverrebbe sicuramente vantaggiosa per il punto vendita, che si presenterebbe anche al mercato come uno dei pochi a considerare una fetta di mercato nuova e potrebbe aumentare gli introiti.

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2 thoughts on “Negozio d’abbigliamento – Zara Corso Vittorio Emanuele II (Milano)

  1. Pingback: Arte e shopping in quel di Corso Vittorio Emanuele (Milano) – Acqua e limone

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