Contesto a scelta – Carcere – Cella del III raggio, San Vittore

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Nome contesto: Carcere

Tipologia: Istituto casa circondariale

Declinazione specifica: Cella del III raggio, San Vittore

Individuare a quale categoria appartiene il contesto:

CATEGORIA b) contesti neutri

1) Almeno 3 immagini

2) Descrivere il contesto nelle sue variabili ambientali (spaziali, dimensionali, di luce), di organizzazione   (500 parole max)

Il contesto è collocato all’interno di un edificio statale progettato sul modello settecentesco del panopticon, che si sviluppa lungo sei braccia di tre piani l’una. In questi raggi è disposto il contesto, un ambiente chiamato “cella” definito da quattro mura che delimitano uno spazio di 25 mq. Il contesto è organizzato come segue: due letti a castello ai lati, uno al centro, un tavolino con 4 sedie e, separato da una parete senza porta, un piccolo vano con lavello e cesso alla turca. La luce naturale entra attraverso una finestra con delle sbarre.

3) Indicare tre aggettivi che caratterizzano il contesto

chiuso – vigilato – stretto

4) Individuare e descrivere le seguenti caratteristiche del contesto

1. Dove è localizzato?

All’interno di un edificio statale chiamato “carcere”. Nel III raggio del carcere di San Vittore, Milano.

2. È un luogo fisso o mobile?

È un luogo fisso.

3. È pubblico o privato/domestico?

È di proprietà statale, ma viene utilizzato come spazio privato.

4. All’aperto o al chiuso/interno?

Al chiuso.

5. È accessibile in modo libero o codificato? (dettagliare 200 battute)

Vi si accede in modo codificato. Vi accede colui il quale viene privato della libertà personale in quanto riconosciuto colpevole di reati per i quali è prevista una pena detentiva, nonché alcune categorie di imputati in attesa di giudizio.

Il nuovo giunto viene condotto all’Ufficio Matricola, dove gli viene aperta una pratica e gli viene assegnato un numero di matricola. Alla pratica così costituita vengono allegati tutti gli atti che lo riguardano, nonché la posizione giuridica (reati, cumulo delle pene, fine pena prevista). Ogni comunicazione tra l’autorità giudiziaria e il detenuto avviene attraverso questo ufficio. L’identificazione del nuovo giunto viene fatta con la fotografia e le impronte digitali. Il nuovo giunto viene sottoposto a visita medica al massimo entro il giorno seguente. Egli subisce poi una visita psicologica. Successivamente viene accompagnato in cella. Esiste un codice che impone limitazioni sugli oggetti che si possono portare in cella: è assolutamente vietato ad esempio portare oggetti contundenti e taglienti.

6. È uno luogo specializzato funzionalmente in termini univoci (mono funzione-uso) o dagli usi multipli (funzioni-uso primarie e secondarie) o non specificati (funzioni-uso accessorie, potenziali o improprie)? (dettagliare 200 battute)

La funzione principale del contesto è quella di tenere reclusi coloro che secondo la società costituita deve pagare una pene detentiva. All’interno di questa cella l’attore deve vivere, se questo può essere considerato uno scopo. E quindi il contesto è funzionale affinché l’attore possa soddisfare i propri bisogni primari, o spirituali, quali socializzare con i proprio compagni, leggere, ascoltare musica etc.

7. Quali sono i tempi di accessibilità dello spazio/contesto? (dettagliare 200 battute)

I tempi d’accessibilità dipendono dai passaggi obbligatori che bisogna effettuare secondo la prassi. Che va da mezz’ora a più ore.

8. È uno spazio strutturato/codificato o non strutturato/informale? (dettagliare 200 battute)

È uno spazio strutturato, ogni cella è uguale all’altra. La cella è racchiusa in 4 mura, c’è una finestra con un’inferriata, la porta d’accesso è di ferro e presenta un’apertura quadrata con grate, attraverso la quale da fuori si può osservare il dentro, e viceversa. Gli elementi interni sono gli stessi per ogni cella. C’è un letto per ogni persona che vi è detenuta e servizi sanitari.

Una volta che il contesto viene occupato da una persona, questi la trasforma in modo personale, trasformandolo in un luogo sempre meno codificato e sempre più informale, personalizzandolo in alcuni casi con tende colorate, tovaglie con ricami, poster con attori.

9. È attrezzato o equipaggiato rispetto alla sua eventuale funzione/i? Con che elementi (naturali o) dotazioni e dispositivi? (dettagliare 200 battute)

Le grate della finestra sono funzionali allo scopo d’impedire l’evacuazione di colui che occupa la cella. Allo stesso scopo è finalizzata la porta in ferro, chiusa dal di fuori, il detenuto non può entrare né uscire se non autorizzato. All’interno della cella ci sono servizi sanitari per le necessità fisiche del detenuto; un letto perché si possa riposare o semplicemente distendere.

10. Lo spazio viene fruito individualmente o in più persone? Quante? (dettagliare 200 battute)

Lo spazio è fruibile individualmente o in più persone, fino ad un massimo di 5 persone per cella.

11. Quali sono i ruoli dei vari attori all’interno dello spazio (codificati, non codificati)? Che azioni svolgono? (dettagliare 200 battute)

All’interno della cella l’attore deve restare all’interno e cercare di occupare il proprio tempo di reclusione. Egli deve attenersi a precise norme di comportamento: rispettare gli spazi, i propri compagni di cella, gli orari stabiliti di entrata e uscita, di pasto, etc. L’attore quando non è all’interno del contesto cella, ma nei vari ambienti della cella può esercitare molteplici ruoli affidategli dall’autorità del carcere attraverso cui poter guadagnare denaro, e poter acquistare così oggetti da portare all’interno del contesto.

12. Quali azioni relative al libro/lettura vi si possono svolgere (trasportare, leggere, comprare)? (dettagliare 200 battute)

All’interno del contesto l’attore può leggere  libri o riviste, può scegliere di trascorrere tutto il suo tempo con la lettura. Il supporto proviene naturalmente dall’esterno, e può entrare nel contesto grazie a parenti o amici che recano al detenuto ciò che quest’ultimo richiede, oltre ad altre tipologie di oggetti utili. Spesso il detenuto non ha nessuno nel mondo esterno che possa curarlo, per cui egli stesso dovrà provvedere all’acquisto del supporto alla lettura, tramite il sistema carcerario.

13. Qual è azione principale relativa al libro/lettura che vi si svolge (o per la quale è pensato, progettato, strutturato…)?

La lettura all’interno del contesto, quando entra, può essere riferita sia alla recezione di un libro o di un altro supporto,  o alla stesura stessa di un testo. Spesso infatti i detenuti si occupano di attività costruttive, alcuni di essi infatti si dedicano alla cura di un blog (www.ildue.it), avviano corrispondenze via mail, grazie allo stesso blog, che è quindi molto attivo dal punto di vista riabilitativo dei detenuti. Il supporto cartaceo all’interno della cella viene spesso decomposto con il fine di ottenerne elementi decorativi alla parete.

14. Quali altre azioni (non relative al libro/lettura) vi si possono svolgere? (dettagliare 200 battute)

Nel contesto l’attore è libero di trascorrere il suo tempo come vuole. Passeggiare nello spazio del contesto, riposare, scrivere, ascoltare musica, pregare, imprecare, soddisfare bisogni fisiologici primari, giocare con i supporti che ha a disposizione. Può socializzare con il suo eventuale compagno di cella.

15. Come si muovono/comportano le persone all’interno dello spazio? (liberamente, secondo procedure/percorsi/azioni/obiettivi.. etc) (dettagliare 200 battute)

Gli attori all’interno del contesto si muovo liberamente, passeggiando avanti e indietro nello spazio loro a disposizione, non si muovono con uno scopo ben preciso se non quello di sgranchire le gambe e di fare un  po’ di movimento. Fissano un punto. Pensano, riflettono. Escogitano. Aspettano ossessivamente la razione di pasto portatogli con un carrello. Si lavano le proprie stoviglie d’alluminio malleabile nel lavello presente nel contesto.

16. Quali sono le modalità temporali di utilizzo dello spazio (durata, momento della giornata etc)? (dettagliare 200 battute)

Lo spazio da parte del detenuto viene occupato per la maggior parte della sua giornata. Il detenuto ha diritto a lasciare la cella per almeno 4 ore al giorno. Ma spesso le ore d’aria si riducono a 2. Coloro che si dedicano ad attività lavorativi all’interno del contesto carcerario trascorrono 8 ore al di fuori della propria cella.

Il tempo di reclusione del detenuto all’interno del contesto varia a seconda che gli sia stato accertato o meno il reato. Può rimanere in cella per un numero indeterminato di giorni fino  all’avvenuta condanna o assoluzione oppure per un tempo determinato. Il tempo di reclusione a reato accertato va da un minimo di 4 anni a più infinito, in quanto l’attore può essere condannato a più ergastoli da 25 anni di reclusione ciascuno.

17. Gli attori possono modificare lo spazio? Come? Con che ruoli? Temporaneamente? Permanentemente? Attraverso quali azioni, dotazioni etc? (dettagliare 200 battute)

Gli attori possono modificare lo spazio, personalizzandolo a loro piacimento purché non lo deturpino o danneggino. Possono inoltre aggiungere elementi di decorazione, tra questi quelli più usuali sono derivati da riviste, che utilizzano come poster sulle pareti. Qualcuno , in particolare coloro che vi ci abitano per molto tempo, effettuano una’operazione di vero e proprio arredamento del contesto, con quadri, tendine, tovaglie. Altri oggetti vengono portati dai parenti o dagli amici del detenuto, oppure acquistati dallo stesso attore grazie l’intermediazione dell’autorità carceraria.

18. Quali sono gli aspetti positivi (relativi al libro/lettura e non) di questo contesto? E quelli negativi?

Aspetti positivi:

Si può dedicare tutta la giornata alla lettura senza la preoccupazione di altri impegni. C’è abbastanza silenzio per stimolare la concentrazione e favorire la lettura.

Aspetti negativi:

Il detenuto non potendo uscire dalla cella non può recarsi in persona a scegliere il proprio libro. La lettura può diventare quasi un’attività fastidiosa perché una delle poche che si posso eseguire nel contesto.

19. Come questo contesto potrebbe essere migliorato, reso più idoneo, più funzionale, più efficace ad usi relativi al libro/lettura?

Ogni letto potrebbe essere dotato di una lucina propria atta ad illuminare colui che vi è disteso, o seduto ed il proprio supporto alla lettura. Si potrebbe incrementare l’attività di lettura grazie ad alcuni servizi attivati a questo scopo e  permettere ai carcerati di leggere all’aria aperta qualche ora al giorno.

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