Aula studio “acquario”

Nome contesto: Università Politecnico di Milano

Tipologia: Aula

Declinazione specifica: Aula studio “acquario” – Milano Leonardo

Individuare a quale categoria appartiene il contesto:

CATEGORIA a) contesti propri

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2) Descrivere il contesto nelle sue variabili ambientali (spaziali, dimensionali, di luce), di organizzazione

Più che di un’aula vera e propria, si tratta di un ampio spazio che si sviluppa in lunghezza dotato di 200 postazioni individuali in cui l’utente può studiare e di 12 postazioni computer in cui l’utente può usare software messi a disposizione dall’università (Matlab, Architectural Desktop, Office, 7Zip, Adobe Reader, Write’n’dcite) e può accede ad internet. Questo spazio fa parte di un complesso relativamente nuovo rispetto agli storici edifici universitari, lo si capisce dal fatto che ci sono grosse travi a vista sul soffitto (rivestito di perline di PVC forato), ampie vetrate su entrambi i lati longitudinali (da qui il nome dell’aula “acquario”) e pavimentazione in PVC a bolli. La luce in quest’aula proviene da due fonti: la luce naturale che filtra dalle vetrate e la luce artificiale delle lampade (la particolarità di queste lampade è che emettono luce verso il soffitto, in questo modo si evita il problema di non avere il riflesso della luce quando si sta studiando su libri con pagine lucide). Ogni postazione è inoltre dotata di una piccola lampada al neon (in modo che ciascun utente possa integrare l’illuminazione per una vista più ottimale) e di sedie con schienale reclinabile. Tutti i banchi sono direzionati verso l’ingresso principale, dispongono di prese per la corrente e hanno una parete divisoria sul fronte “anti-distrazione”. Al centro della parete più corta (quella che abbiamo davanti quando stiamo seduti al banco) c’è un orologio a muro che scandisce il passare del tempo. Si accede all’aula tramite due porte a doppia anta situate rispettivamente all’inizio e alla fine delle file di banchi. In prossimità dell’ingresso principale c’è una cattedra destinata al “controllore” e una piccola bacheca con l’orario di apertura dell’aula. È un’ambiente video sorvegliato.

3) indicare tre aggettivi che caratterizzano il contesto

Silenzioso, meditativo, coinvolgente.

4) Individuare e descrivere le seguenti caratteristiche del contesto.

  1. Dove è localizzato?

Presso l’università Politecnico di Milano in Città Studi (Piazza Leonardo da Vinci), nel sottopasso di via Bonardi (tunnel sotterraneo che collega il rettorato con la sede di architettura).

  1. E’ un luogo fisso o mobile?

È un luogo fisso.

  1. E’ pubblico o privato/domestico?

È un luogo privato.

  1. All’aperto o al chiuso/interno?

È un’aula perciò si trova al chiuso.

  1. E’ accessibile in modo libero o codificato?

L’aula studio è uno spazio messo a disposizione dall’università per la sua utenza, quindi è accessibile in modo codificato. Si tratta principalmente di studenti iscritti ai corsi di Ingegneria Chimica, Ingegneria Energetica ed Ingegneria Strutturale, poiché l’aula studio si trova vicino a questi edifici, ed eventualmente studenti di altre facoltà del Politecnico dislocate in altre sedi.

  1. E’ un luogo specializzato funzionalmente in termini univoci (mono funzione-uso) o dagli usi multipli (funzioni-uso primarie e secondarie) o non specificati (funzioni-uso accessorie, potenziali o improprie)?

È uno spazio mono-funzione che ha lo scopo di fornire postazioni per lo studio individuale e in cui l’utenza si deve attenere a poche semplici regole per il benessere comunitario: non provocare alcun tipo di rumore, non riprodurre musica ad alto volume, non parlare a voce alta e non lasciare la postazione sporca.

  1. Quali sono i tempi di accessibilità dello spazio/contesto?

I tempi di accesso all’aula sono stati definiti dall’Università e sono i seguenti: dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 21.00 e il sabato dalle 8.00 alle 17.45.

Come si può vedere, l’accesso è stato pensato per favorire un maggior uso dello spazio da parte degli studenti, proponendo un orario prolungato oltre gli orari di lezione durante i giorni settimanali e ampliando l’apertura della sala anche al sabato nonostante l’assenza di lezioni.

  1. E’ uno spazio strutturato/codificato o non strutturato/informale?

Si tratta di uno spazio codificato perché al suo interno bisogna attenersi a delle regole e perché i banchi, fissati al pavimento e con la parte frontale coperta, non si possono disporre diversamente o eventualmente raggruppare per fare un altro tipo di attività.

  1. E’ attrezzato o equipaggiato rispetto alla sua eventuale funzione/i? Con che elementi (naturali o) dotazioni e dispositivi?

Lo spazio è ben attrezzato: numerosi banchi, sedie con schienale reclinabile per maggiore comodità durante lo studio, cestini presenti alla fine di ogni fila per facilitare la pulizia, orologio a muro visibile da ogni postazione.

  1. Lo spazio viene fruito individualmente o in più persone? Quante?

L’aula dispone di 200 banchi per lo studio individuale e 12 postazioni computer. L’uso dell’aula viene influenzato dal calendario accademico: all’inizio del semestre questo spazio è poco frequentato perché la mole di studio è ancora limitata, mentre da metà semestre fino a tutto il periodo di esami l’aula viene usata da tanti studenti e può raggiunge la sua capienza massima.

  1. Quali sono i ruoli dei vari attori all’interno dello spazio (codificati, non codificati)? Che azioni svolgono?

Anche se lo spazio è uno spazio codificato, non è detto che tutta l’utenza agisca in modo codificato. Generalmente gli studenti usufruiscono dell’aula per studiare perciò vedremo persone sedute che leggono libri, scrivono appunti, fanno esercizi sul quaderno, studiano le slide delle lezioni a computer, usano software, elaborano testi al computer etc..

Può capitare di trovare utenti che, anche se non devono studiare, utilizzano l’aula come luogo per passare del tempo al riparo dal freddo (in inverno) o dal caldo (in estate) e magari guardano film al computer, navigano in internet, leggono libri non didattici, studenti che fanno, insomma, qualsiasi altra azione si possa fare stando seduti ad un banco (dormire, fare collage, disegnare, pitturare, giocare a battaglia navale con un compagno, tagliarsi le unghie, etc.).

  1. Quali azioni relative al libro/lettura vi si possono svolgere (trasportare, leggere, comprare)?

Relativamente alla lettura un utente che si trova in questa sala studio può leggere libri (in formato cartaceo o digitale) o comprare libri (se è su internet).

  1. Qual è azione principale relativa al libro/lettura che vi si svolge (o per la quale è pensato, progettato, strutturato…)?

Essendo una sala studio, l’azione principale che si può svolgere è la lettura.

  1. Quali altre azioni (non relative al libro/lettura) vi si possono svolgere?

Oltre allo studio possiamo trovare studenti che chiacchierano sottovoce tra loro, studenti che mangiano un panino o uno snack (senza essere visti dal custode)…

  1. Come si muovono/comportano le persone all’interno dello spazio? (liberamente, secondo procedure/percorsi/azioni/obiettivi.. etc)

All’interno dello spazio gli studenti non hanno tanta libertà di movimento perché si tratta di un’aula studio e oltre a studiare, leggere o scrivere non si può fare molto di più.

  1. Quali sono le modalità temporali di utilizzo dello spazio (durata, momento della giornata etc)?

È uno spazio che non ha regole temporali di utilizzo (ad eccezione degli orari di apertura e chiusura). In genere i frequentatori di sale studio si intrattengono per svariate ore (dalle 2 alle 6 ore) altrimenti non ci sarebbe profitto a studiare solo per qualche decina di minuti. Nonostante ciò è lo studente che decide quanto permanere nell’aula e in quale momento della giornata in base alle sue necessità.

  1. Gli attori possono modificare lo spazio? Come? Con che ruoli? Temporaneamente? Permanentemente? Attraverso quali azioni, dotazioni etc?

Dal momento che l’utente si trova in una sala studio controllata da un guardiano è difficile pensare di poter modificare lo spazio.

  1. Quali sono gli aspetti positivi (relativi al libro/lettura e non) di questo contesto? E quelli negativi?

L’aspetto positivo è che si tratta di una sala studio che può essere comparabile ad una sala lettura nella quale regna un discreto silenzio col quale l’utente può trovare concentrazione per la lettura di un libro; inoltre la luminosità della sala è ottimale per la vista. È un ambiente

L’aspetto negativo è che la sala studio è dotata solamente di banchi e sedie e non invece di qualche altro tipo di seduta per agevolare la lettura; inoltre non dispone di servizi igienici propri (l’utente deve portarsi con sé anche tutto il suo materiale (se non ha un compagno che lo aspetta in aula) perché deve cambiare edificio per poter andare in bagno).

  1. Come questo contesto potrebbe essere migliorato, reso più idoneo, più funzionale, più efficace ad usi relativi al libro/lettura?

L’aula studio “acquario” è già di per sé un ottimo ambiente per leggere. Per renderla migliore si potrebbero integrare le postazioni studio già esistenti con un’area all’interno della sala stessa dotata di divanetti, poltroncine, pouf, tavolini.. dove l’utente ha modo di rilassarsi oltre che trovare concentrazione per la sua lettura.

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